Home

News

Ricarica e colonnine

Shell: 50.000 colonnine di ricarica in Inghilterra entro il 2025

L'operazione richiede un investimento pari a 200 milioni di euro: il governo apprezza, ma c'è il rischio di monopolio

Una stazione di ricarica per auto elettriche di Shell

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

1 set 2021 alle 14:34

Aggiungi InsideEVs alle fonti preferite su Google

Condividi

Shell ha proposto al governo britannico l’installazione di 50.000 colonnine di ricarica per le strade del Regno Unito. L’intenzione della big oil olandese è quella di riuscire a renderle tutte funzionanti nel giro di quattro anni e, se così fosse, le permetterebbe di diventare la proprietaria di un terzo degli stalli pubblici presenti sul suolo britannico.

La mossa ben si sposa sia con la volontà di Shell di reinventarsi come società erogatrice di servizi legati alla eMobility, sia con la politica del governo britannico che vieterà la vendita di auto a benzina e a diesel entro il 2030 e di promuovere con diverse iniziative la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.

Una carenza da colmare

Gli automobilisti inglesi, in effetti, si stanno convertendo alle auto a batteria, ma lamentano la mancanza di colonnine di ricarica sia in città sia in contesti extraurbani. A tal proposito, la Competition and Markets Authority britannica ha dichiarato in un report pubblicato a luglio che la costruzione dei punti di ricarica per veicoli elettrici in Regno Unito è stata fino ad oggi “lenta e disordinata”.

Di fronte a tale situazione, diversi giganti del petrolio stanno organizzando una riconversione della produzione in direzione dell’elettrico, la cui rapida espansione nell’ambito della mobilità rappresenta una grande occasione di profitto. Tra queste, da citare la britannica BP, che nel 2018 ha acquistato nel 2018 il network di colonnine di ricarica Chargemaster, e la francese EDF, che aveva comprato l’azienda Pod Point, anch’essa impegnata sul fronte dell'infrastruttura. È una pratica diffusa anche al di fuori dei confini inglesi, come dimostra ad esempio l'acquisizione da parte di Eni di tutte le colonnine Be Charge.

Rete di ricarica Shell e Ubitricity

Servono 200 milioni di euro

Shell non è da meno: da tempo sta portando avanti l’installazione di diverse colonnine di ricarica in Europa. In questa strategia si inserisce anche l'acquisto, avvenuto a febbraio, di Ubitricity, azienda tedesca che si stava facendo spazio proprio nel settore delle colonnine.

David Bunch, presidente di Shell per il Regno Unito, ha dichiarato che la compagnia ha voluto “dare agli automobilisti britannici una rete di punti di ricarica, in modo da favorire la transizione verso l’elettrico”. Per farlo, la compagnia ha già cominciato da tempo a costruirli vicino alle pompe di benzina o ai supermercati. Ora si prepara all’espansione definitiva. I costi non sono certo bassi: Oswald Clint, analista energetico, ha stimato che l’installazione di 50.000 punti di ricarica richiederà investimenti compresi tra i 100 e i 200 milioni di euro.

Ma Shell potrà contare sul sostegno del governo britannico, che ha offerto la copertura del 75% dei costi di installazione dei punti di ricarica, lasciando alle autorità locali il restante 25%. Resta il fatto che proprio le istituzioni locali, per ora, non vedono di buon occhio tale provvedimento, e molte si sono dimostrate reticenti a firmare l’accordo.

Rete di ricarica Shell e Ubitricity

Il rischio del monopolio

Anche la Competition and Market Authority tiene gli occhi puntati sull'operazione. Ha avvisato il governo britannico che la copertura di un numero così elevato di colonnine di ricarica da parte di Shell potrebbe condurre la compagnia petrolifera a monopolizzare il mercato.

La compagnia petrolifera, già solo con Ubitricity, detiene 3.600 dei 25.500 punti di ricarica presenti nel Regno Unito ed è di fatto l’azienda leader nel settore. Se le trattative di Shell con il governo britannico dovessero andare in porto, la compagnia petrolifera arriverebbe a detenerne addirittura un terzo dei 150.000 che secondo il Climate Change Committee saranno necessari in Regno Unito nel 2025. 

A proposito di colonnine di ricarica

Il Governo vuole tagliare i costi di ricarica delle auto elettriche

Ricarica in autostrada: Free To X raddoppia a Roma Nord

Perché Elon Musk ci ha visto lungo sull'apertura dei Supercharger

All-in degli Usa per l'auto elettrica: 7,5 mld $ per le colonnine

Fotogallery: Rete di ricarica Shell

Rete di ricarica Shell e Ubitricity

3

Rete di ricarica Shell e Ubitricity Rete di ricarica Shell e Ubitricity

Condividi quest'articolo

DI TENDENZA

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo

ULTIMI ARTICOLI

Consigliati per te



Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?



L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata



Ricarica ultraveloce, Fastned cresce e punta a 500 stazioni



Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?



La strada che ricarica l’auto elettrica in corsa è fatta così



La svolta elettrica parte dalle strade, Anas entra in Motus-E



Tesla Model 3 e Model Y ora tengono accesa la casa, ma non senza Powerwall 3