L'invasione delle auto elettriche alla Cop26 per lo stop ai fossili
In vista della conferenza Onu a Glasgow sui cambiamenti climatici, la Global EV Alliance organizza una manifestazione full electric
Attraversare l’Europa e arrivare a Glasgow per portare una richiesta alla politica globale: fare presto sull’elettrificazione. È l’obiettivo della Global EV Alliance (GEVA), l’organizzazione che riunisce gli automobilisti a batteria di tutto il mondo.
L’associazione sta organizzano un rally in auto elettrica, chiamato “The electric road to Cop26!”, per portare i suoi membri in Scozia, dove si terrà la 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma dal 31 ottobre al 12 novembre, per gettare le basi della transizione energetica.
La roadmap
La GEVA porterà con sé una roadmap consigliata, con una prima tappa fissata al 2030 e che vede le auto e i furgoni in vendita elettrificati almeno da un motore ibrido plug-in. Poi, bisognerà completamente dire addio ai combustibili fossili dai trasporti, portando alle zero emissioni tutti i veicoli leggeri immatricolati entro il 2035.
In pratica, niente più ibridi: solo full electric o idrogeno. Quasi lo stesso obiettivo della Commissione europea. La richiesta della GEVA, però, è estesa a ogni angolo del globo, invece di essere limitata al Vecchio Continente.

Fermare i cambiamenti climatici
L’organizzazione ricorda che il settore della mobilità è responsabile del “24% delle emissioni globali di CO2, con i veicoli che ne rappresentano quasi il 75%”. I cambiamenti climatici stanno già “avendo un impatto devastante sul nostro pianeta, causando lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare, siccità e ondate di calore più intense e cicloni e uragani tropicali più forti”. Senza dimenticare la necessità di “migliorare la qualità dell’aria e ridurre le malattie respiratorie nelle città”.
Si può fare
Secondo la GEVA, l’obiettivo sarebbe possibile, perché “la quota di mercato dei veicoli plug-in in Germania è cresciuta dal 3% del 2019 al 13,5% del 2020”, mentre nel Regno Unito “è passata dal 3,2% al 10,7% nello stesso periodo”. In Norvegia è “al 60%”. Con questi trend e grazie ai “rapidi miglioramenti nella tecnologia dei veicoli elettrici”, la mappa “è del tutto realizzabile”.
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