“Dobbiamo ricostruire un quadro per l’indipendenza produttiva della Francia e dell’Europa. Il vincitore prende tutto”. È con queste parole che il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato il guanto di sfida all’Asia sulla transizione energetica.

Il discorso è stato pronunciato all’Eliseo, davanti a un gruppo di imprenditori, durante la presentazione di “France 2030”, un grande piano di investimenti lanciato da Parigi e che mette sul piatto 30 miliardi di euro per i prossimi 5 anni. Tra i settori protagonisti del rilancio d'Oltralpe, non poteva di certo mancare la mobilità.

Obiettivo 2 milioni di EV

Sono 4 i miliardi di euro destinati ai trasporti. Il finanziamento servirà per raggiungere l’obiettivo, appena dichiarato da Macron, di produrre quasi 2 milioni di veicoli elettrici e ibridi entro la fine del decennio. “Abbiamo bisogno di una risposta industriale alla sfida della nuova mobilità”, ha spiegato il presidente.

Trasporto, però, non significa solo su ruote. Ecco perché Parigi sta mettendo in cantiere lo sviluppo del “primo aereo a basse emissioni di carbonio”. Spazio anche per i chip, vero tallone d’Achille di un’Europa ancora troppo dipendente dall’Oriente, come si è visto durante la crisi causata dalla pandemia. Il tutto si inserisce in un ampio programma che guarda alla transizione da ogni punto di vista.

Anche nucleare e H2 verde

La Francia promuoverà quindi la nascita di “reattori nucleari piccoli, innovativi e con una migliore gestione dei rifiuti”, insieme allo sviluppo dell’idrogeno verde e, in generale, alla decarbonizzazione dell’industria. E poi tanti altri interventi, dalla robotica alla sanità.

  • Nucleare, idrogeno e rinnovabili: 8 mld €
  • Elettronica, compresi i chip: 6 mld €
  • Sostegno alle startup: 5 mld €
  • Trasporti e mobilità: 4 mld €
  • Formazione per settori in espansione: 2 mld €
  • Progetti moonshot, come realtà virtuale ed esplorazione dei fondali marini: 1,5 mld €
  • Agroalimentare: 1,5 mld €

A tutto elettrico

Questa non è la prima iniziativa per l’elettrificazione in territorio francese. Già dopo la prima fase della pandemia, l’Eliseo aveva stanziato un fondo per gli incentivi all’acquisto di auto elettriche e dare il diritto a uno sconto di ben 12.000 euro a ogni cittadino francese.

Nel frattempo, la Losanga ha lanciato la sua strategia “Renaulution”, con la costruzione del maxi-complesso ElectriCity nel nord del Paese. Ma c’è anche un po’ di Italia dalle parti dei cugini, perché Stellantis è già all’opera per la creazione della gigafactory a Douvrin attraverso ACC, la joint venture con Total. La Francia corre a tutto elettrico.