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Perché Musk ha venduto le azioni Tesla? Per le tasse (e per ricomprarle)

Nulla è lasciato al caso nelle mosse del boss Tesla, che con questa operazione si porta a casa un bottino niente male

Elon Musk

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

Aggiornato: 11 nov 2021 alle 19:13

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Lo aveva detto (anzi, lo aveva chiesto) e adesso lo ha fatto davvero. Elon Musk ha venduto circa 900.000 azioni Tesla incassando oltre 1,1 miliardi di dollari. Li userà, come ha spiegato, per pagare una montagna di tasse.

La vendita è stata resa nota attraverso la pubblicazione di due documenti. Come ha spiegato lo stesso Musk, la cifra ricavata servirà a coprire gli obblighi fiscali per le stock options concesse (ed esercitate) a settembre. Ma non finisce qui, perché accanto alla questione tasse c'è anche una cosiddetta mandrakata.

Un patrimonio "di carta"

Elon Musk, due mesi fa circa, visti i risultati ottenuti da Tesla, ha potuto acquistare circa 2,1 milioni di azioni dell’azienda di Palo Alto a un prezzo di soli 6,24 dollari. All’epoca il titolo viaggiava intorno ai 750 dollari mentre mercoledì, al momento della vendita, il prezzo era a 1.067,95 dollari.

La vendita di questo consistente pacchetto azionario era stata già pianificata lo scorso 14 settembre, giorno in cui Elon Musk aveva stilato un piano di trading per vendere opzioni in scadenza nel 2022. Tutta l’operazione si è svolta secondo una procedura depositata presso la Sec (Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti), ente che vigila sui mercati azionari al fine di garantire il rispetto delle regole e la sicurezza nei confronti degli investitori. Il sondaggio su Twitter, insomma, ha avuto lo scopo di preparare l’opinione pubblica a qualcosa di già stabilito.

 

Dopo la vendita delle 900.000 azioni, Musk resta ancora il maggior azionista di Tesla, con 170 milioni di azioni in portafoglio e il possesso di una quota di circa il 17% della società. Questo stando ai dati rilasciati da FactSet, società statunitense specializzata nell’analisi di dati finanziari. Proprio l’enorme quantità di azioni possedute fa di Elon Musk l’uomo più ricco del mondo. Secondo Forbes ha un patrimonio netto di 282 miliardi di dollari.

Crisi di liquidità

Però non è tutto oro quello che luccica. Musk ha circa 10 miliardi di dollari di tasse in scadenza entro l’estate del 2022 proprio per via delle stock options esercitate. E sta affrontando una crisi di liquidità. Perché per una legge degli Sati Uniti si pagano le tasse sulle azioni che aumentano di valore anche se non si vendono.

 

Fa quasi sorridere, ma è così: Elon Musk è l’uomo più ricco del mondo per i titoli posseduti, ma se non vende quei titoli la sua ricchezza resta sulla carta. Le tasse, invece, le deve pagare in moneta sonante. Questo almeno fino a quando resterà in vigore questa cosiddetta “bilionaires tax” che potrebbe essere rimossa dall’amministrazione Biden.

“Ho solo azioni – ha detto Musk in più di un’occasione – non percepisco alcuno stipendio da Tesla e i miei compensi in titoli sono strettamente legati ai risultati ottenuti. Quindi, l’unico modo che ho per pagare le tasse, è vendere parte di quei titoli”. Un ragionamento lineare, fino al colpo di scena di oggi.

La furbata di Elon

Elon Musk, infatti, dopo aver venduto una consistente fetta delle azioni detenute, ha esercitato una nuova stock option e ha comprato 2,1 milioni di azioni a un prezzo superagevolato di 6,2 dollari (il valore di mercato è ancora sopra i 1.000). In sintesi, spendendo 14 milioni si è messo in portafoglio titoli del valore di 2,4 miliardi di dollari. 

Una bella furbata, su cui bisognerà vedere se la Sec (l'equivalente della Consob italiana) avrà qualcosa da ridire. 

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