Vai al contenuto principale

La transizione ecologica nelle multiutility: il caso Acea

Il Gruppo produce già il 68% di energia da rinnovabili e ha altri progetti in cantiere: il racconto al Sustainability Day 2021

Foto - Sustainability Day Acea 2021

Una transizione ecologica “equa” e che metta al centro non solo il rispetto dell’ambiente, ma anche gli “aspetti economici e sociali”, è stata il filo conduttore della terza edizione del Sustainability Day di Acea, multiutility romana che cerca di dare il proprio contributo al cambiamento in atto.

L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe Gola e Stefano Songini, rispettivamente amministratore delegato e responsabile Investor relations & sustainability del Gruppo, che hanno esposto i risultati di uno studio sulla sostenibilità dell’azienda realizzato da The European House – Ambrosetti.

Tante Fer

L’analisi ha dimostrato come Acea aiuti l’ambiente producendo oltre due-terzi della propria energia da fonti rinnovabili: si parla del 68% del totale, pari a una capacità di 265 GWh e al consumo annuo di 420.000 veicoli elettrici, come è stato specificato durante la presentazione.

Foto - Sustainability Day Acea 2021
Giuseppe Gola, amministratore delegato Acea

Questi numeri si traducono a loro volta in 210.000 tonnellate di CO2 risparmiate al pianeta, che corrispondono “alla quantità assorbita in un anno da 10,5 milioni di alberi: tre volte quelli attualmente presenti in tutti i capoluoghi italiani”, sottolinea l’azienda.

Sostenibilità a 360°

Ma la sostenibilità va vista sotto tanti aspetti. La multiutiliy è perciò “impegnata in una gestione sostenibile dell’acqua attraverso la tutela della risorsa idrica, l’efficientamento delle reti e il contenimento dei volumi delle perdite”. Mentre “sul fronte del trattamento dei rifiuti, nel 2020, Acea ha lavorato circa 1,45 milioni di tonnellate” per dare loro nuova vita.

Per aiutare a aggiungere poi gli obiettivi europei dell’Agenda 2030, che chiedono di ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto ai livelli del 1990, “il Gruppo sta avviando nuovi tavoli di lavoro denominati working group innosostenibili”, pensati per attuare un Piano di transizione ecologica che sarà alla base del prossimo piano industriale, “con interventi e iniziative legate ai grandi macro-temi della sostenibilità: dalla decarbonizzazione alla mobilità sostenibile, dalla tutela delle risorse idriche all’economia circolare”.