Proprio nelle ore in cui la politica è impegnata nell’approvazione della legge di Bilancio, da cui sembrano esclusi aiuti di qualunque tipo al settore automotive, arriva un sondaggio che dimostra come, invece, gli incentivi siano ancora importanti per l’auto elettrica.

L’indagine è stata condotta dalla società di consulenza Areté a 11 mesi di distanza dall’ultimo studio sull’argomento. Intitolata “Auto ibride ed elettriche, quali sono i dubbi dei consumatori?”, l’analisi mette in luce il continuo flirt degli italiani con le vetture a batteria, ma anche gli ostacoli che ne rallentano una maggiore diffusione, compreso il costo d’acquisto iniziale.

Abbattere i costi

Alla domanda “quali dei seguenti aspetti ti spingerebbero ad acquistare un’auto elettrica?”, le risposte più gettonate tra gli intervistati sono proprio quelle di natura economica: prezzo più contenuto (24%), ecobonus più consistenti (21%) e un piano di finanziamento vantaggioso (10%).

Queste percentuali salgono a un complessivo 76% se si considera anche il desiderio di vedere compresi nel prezzo sia la wallbox per la ricarica domestica che la relativa installazione a casa. A dimostrazione dell’importanza dell’ecobonus, c’è poi un consistente 63% del campione che si dice disposto a pagare tra il 5% e il 10% in più per guidare una vettura elettrificata.

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Un mondo ancora poco conosciuto

Ma se gli incentivi fanno la loro parte, è la mancanza di conoscenza a fare da padrona: circa due italiani su tre hanno ancora informazioni scarse sulle differenze tra auto elettriche, ibride plug-in ed elettrificate. Per esempio, solo il 40% delle persone sa che i motori ibridi elettrificati si distinguono in full, mild e plug-in hybrid.

Il 31% ritiene poi che tutti questi modelli necessitino di ricarica alla spina, il 42% che tutte le vetture ibride ed elettriche siano a zero emissioni e che si possa ricaricare l’auto elettrica direttamente alla presa della corrente senza modifica al contratto della luce o installazioni di apparecchiature; infine il 63% ritiene che tutte le ibride siano in grado di percorrere almeno 50 km viaggiando in modalità elettrica.

I dubbi restano anche e soprattutto per quanto riguarda la durata delle batterie e la gestione dell’auto: il 43% sa poco o nulla sull’autonomia, i luoghi e tempi di ricarica degli accumulatori, mentre il 21% non ha le idee chiare sui costi di manutenzione. C’è anche un 12% che non conosce bene il funzionamento delle colonnine.

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Questi numeri sono in controtendenza con il 77% del campione che si dice pronto a scegliere in futuro una vettura elettrificata, con il 23% disposto a passare al full electric. Tra i motivi che spingono all’elettrificazione, c’è prima di tutto l’attenzione all’ambiente (54%), seguita dai possibili risparmi sui costi di carburante (19%).

Cosa fare

“Lo studio evidenzia come in Italia l’interesse per le auto elettrificate sia ulteriormente cresciuto nell’ultimo anno – sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté –, ma ad aumentare è anche la confusione da parte dei consumatori sulle differenze e sul funzionamento di queste motorizzazioni”.

“Un’incertezza – continua – che riguarda anche le infrastrutture e i costi di ricarica. Serve maggiore e più efficace comunicazione da parte delle Case automobilistiche per riuscire a superare lo scetticismo che ancora avvolge alcune tematiche chiave per questo mercato, in primis sul tema batterie e costi di manutenzione”. Ma l’industria, a sua volta, chiede alla politica di fare la propria parte.