Il battery swap 2.0 di NIO debutta ufficialmente in Europa
La prima stazione per il cambio al volo delle batterie si trova in Norvegia e sarà seguita da altre per arrivare a 20 entro fine 2022
Il battery swap della cinese NIO sbarca ufficialmente in Europa. Dove di preciso? Ovviamente in Norvegia, dove l’auto elettrica è di casa con quote di mercato ancora impensabili nel resto del mondo. È qui del resto che molti costruttori extraeuropei lanciano la loro offerta nel Vecchio Continente.
La prima stazione di cambio batteria si trova pochi chilometri a nord della città di Drammen. Aperta al pubblico dopo pochi mesi di preparativi, è una Power Swap Station 2.0, ovvero un’infrastruttura di seconda generazione, che si differenzia da quella di prima per il numero di slot disponibili: 14 contro 5.
Ecco il BaaS
Di questi, 13 contengono le batterie che andranno a sostituire quelle scariche, mentre l’altro è vuoto per accogliere gli accumulatori scarichi da lasciare. Si tratta della prima di 20 strutture che la Casa orientale vuole installare nello Stato scandinavo durante il 2022.
Obiettivo di tutte queste stazioni è supportare le vendite del NIO ES8, che ha sancito lo sbarco del costruttore in Europa. Non a caso, il SUV elettrico è compatibile con il servizio BaaS (Battery as a Service), che dà la possibilità di acquistare un’auto pagando un canone mensile per usufruire del battery swap, invece di utilizzare un accumulatore di proprietà.
Da noi c’è Eni
Il prossimo veicolo a varcare il confine sarà la berlina ET7, che viaggia spedita in direzione Germania. Poi dovrebbe essere il turno di ET5. Nel frattempo, la Casa continua a installare stazioni: alle 700 già presenti in Cina, se ne aggiungeranno 4.000 entro la fine del 2025, di cui 1.000 lontano dalla patria. E per l’Europa c’è l’alleanza con Shell.
Fotogallery: Le stazioni per il Battery Swap di NIO
E in Italia? Al momento, NIO non ha piani dichiarati per la Penisola, ma questo non significa che il battery swap non sia già presente. Il servizio, seppure con una formula non automatizzata, sta per fare la sua apparizione con Eni indossando un abito diverso, perché è implementato nel car sharing elettrico delle XEV Yoyo di Enjoy. Noi l’abbiamo provato.
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