Airbus vuole farsi in casa i motori per i nuovi aerei a idrogeno
Il ceo dell'azienda afferma che ci sono tutte le competenze per sviluppare internamente i propulsori a idrogeno: primi test nel 2025
Airbus è molto attiva sul tema dell’aviazione civile a idrogeno. Dopo aver presentato tre concept di altrettanti velivoli ora fa sapere che sta lavorando direttamente anche sui motori alimentati con questo combustibile. È quello che ha detto Guillaume Faury, ceo dell’azienda, in un’intervista rilasciata sabato a un giornale tedesco.
L’idea è quella di arrivare al 2035 con il primo aereo per il trasporto dei passeggeri a zero emissioni e, per farlo, Airbus ha deciso di utilizzare dei motori elettrici alimentati a idrogeno che siano progettati e prodotti internamente. Perché? “Perché è una cosa di cui siamo capaci”, ha detto Faury, che però non ha escluso la possibilità di cambiare idea sulla questione.
Dai serbatoi ai motori
I nuovi motori per aerei a idrogeno dovrebbero arrivare su una serie di velivoli che Airbus ha intenzione di iniziare a testare nei cieli nel 2025. I nuovi progetti sfrutteranno idrogeno liquido a bassissime temperature (-250 gradi centigradi) che sarà stoccato in appositi serbatoi che la stessa azienda sta mettendo a punto.
Per realizzare aerei a zero emissioni Airbus ha anche dato il via alla costruzione di due nuove centri di ricerca che sorgeranno a Brema, in Germania, e a Nantes, in Francia. I due centri saranno pronti nel 2023 e quello di Brema in particolare lavorerà in sinergia con ArianeGroup, azienda specializzata proprio nello stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni militari e aerospaziali.
Il centro di Nantes, dal canto proprio, si inserirà nel distretto aeronautico che lì sorge e che è animato da numerose aziende che si occupano di vari aspetti strutturali e costruttivi inerenti l’aviazione.
Da soli o con i partner?
Riguardo ai motori, le dichiarazioni di Faury sono state accolte con un po’ di stupore dall’ambiente. Airbus, infatti, è molto attiva con una serie di partner nella progettazione e messa a punto di una serie di schemi propulsivi a basse emissioni.
In questo senso, tra le collaborazioni illustri, c’è quella con Rolls-Royce, che dopo aver messo la parola fine al progetto del suo aereo elettrico continua a concentrarsi proprio sui motori, e quella con Safran, azienda francese che produce motori per l’industria aeronautica e aerospaziale dal 1945 (quando si chiamava Snecma).
Fotogallery: Airbus: gli aerei del futuro saranno a zero emissioni grazie all'idrogeno
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