Venezia risponde con un “sì” alla chiamata del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, che lavora per convertire il traporto pubblico locale alle zero emissioni attraverso i fondi del Pnrr.

Il Comune ha inviato la sua manifestazione di interesse alla misura “Rinnovo flotte bus e treni verdi – sub-investimento bus” del Mims per ricevere una parte dei quasi 2 miliardi di euro destinati all’acquisto di autobus elettrici o a idrogeno e a installare le infrastrutture di ricarica o rifornimento.

Più di 100 bus nel 2026

Alla città lagunare arriveranno quasi 87,5 milioni di euro per comprare 123 nuovi mezzi entro il 30 giugno 2026, con un passaggio intermedio che prevede l’acquisto e la discesa in strada di 33 fra i nuovi mezzi già entro la fine del 2024.

“A fronte di quanto destinato a Venezia – dà i dettagli della roadmap Renato Boraso, assessore alla Mobilità – è stato quindi deciso di richiedere il finanziamento di 17 autobus elettrici e 16 autobus a idrogeno entro il 31 dicembre 2024, ed i restanti 90 entro il 30 giugno 2026”.

Alla fine, saranno 90 i bus alimentati da H2 e 33 quelli a batteria. “L’Amministrazione – spiega il responsabile ai trasporti – ha deciso di puntare sull’acquisto di gran parte dei nuovi mezzi a idrogeno ritenendo che tale soluzione sia, nel medio termine, quella più idonea a venire incontro alle modalità di effettuazione del sevizio urbano. In questo modo i mezzi avranno una autonomia di viaggio coerente con la lunghezza media di impiego giornaliero dei mezzi urbani in servizio nella terraferma veneziana”.

L’assessore aggiunge che “sarà necessario realizzare le infrastrutture dedicate alla ricarica dei mezzi elettrici presso i depositi e un nuovo sistema di distribuzione dell’idrogeno per un investimento complessivo di circa 9,7 milioni di euro”.

 

Venezia e Mestre a tutto idrogeno

Intanto, proprio ieri il sindaco Luigi Brugnaro, insieme a Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolution di Eni, ha visitato la nuova Enistation a Mestre, in località San Giuliano, dove si stanno collaudando gli impianti per il rifornimento di idrogeno per autotrazione.

Entro marzo, fa sapere il Comune di Venezia, la stazione di servizio sarà la prima “in Italia per il rifornimento di idrogeno in ambito urbano e aperta al pubblico. L’impianto è dotato di due punti di erogazione, uno per autoveicoli e mezzi pesanti e uno per autobus e di innovativi apparati di sicurezza”.

“Questa stazione di servizio – specifica Ricci – è un esempio di come immaginiamo l’evoluzione dei prodotti e dei servizi per la mobilità sostenibile: oltre all’impianto per il rifornimento di idrogeno è stata installata una colonnina di ricarica elettrica con due postazioni che può ricaricare contemporaneamente un veicolo in corrente continua a 50 kW e un veicolo in corrente alternata a 22 kW ed è dotata di tutti i servizi dedicati alla mobilità, alla persona e alla vettura”.

“L’iniziativa, prima di questo genere in Italia, – commenta invece il sindaco – nasce da un accordo sottoscritto da Città Metropolitana di Venezia, Eni e Toyota per la sperimentazione della mobilità con idrogeno per autotrazione e dalla convenzione sottoscritta nel maggio 2021 dal Comune di Venezia e Eni. Qui stiamo dimostrando, proprio nel momento in cui la città celebra i 1.600 anni dalla sua fondazione, quanto Venezia sia a pieno titolo un luogo dove il futuro si fa presente”.

Non solo Venezia

La scelta di Venezia si aggiunge a quella di Terni, che sta puntando sugli autobus H2 sviluppati da Caetanobus in partnership con Toyota. Sempre a tema idrogeno, Modena si candida a ospitare una Hydrogen Valley, la cui nascita sarà finanziata con fondi del Pnrr. In cima alla lista delle cose da fare, c’è una stazione di rifornimento per veicoli.