Si allunga la lista di Case impegnate per rendere più sostenibili le estrazioni delle materie prime utilizzate nelle auto elettriche. Succede con il Gruppo BMW, che si unisce al progetto di ricerca intersettoriale battezzato “Responsible Lithium Partnership”.

Si tratta di un programma che BASF, Mercedes-Benz Group AG, Daimler Truck AG, Fairphone e Volkswagen Group hanno lanciato in Cile nella tarda primavera dell’anno scorso per studiare i metodi migliori per portare alla luce il litio sepolto nella distesa di Atacama.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto ha una durata prevista di tre anni e, fa sapere BMW con più precisione, ha l’obiettivo di “raggiungere una comprensione collettiva sulla gestione responsabile delle risorse naturali con i gruppi di interesse locali e sviluppare un piano per il futuro della salina di Salar de Atacama in Cile”.

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Il Gruppo tedesco tiene a precisare che il piano “non promuove l’approvvigionamento di litio o l’acquisto o la vendita di materie prime minerali”. Ora che si è unita alla squadra, portando il numero di giocatori a sei, BMW sosterrà il partenariato condividendo le informazioni che ha in mano “sull’impatto dell’estrazione del litio sulle risorse idriche”.

Ancora insieme

I risultati vengono da uno studio che il Gruppo e BASF avevano commissionato nel 2020 alle università Anchorage, in Alaska, e Amherst, in Massachusetts, per valutare gli “effetti dell’estrazione del litio sui bilanci idrici locali in America Latina”.

La missione era quella di “raggiungere una migliore comprensione scientifica delle interdipendenze tra l’acqua dolce e gli strati di salamoia di litio, valutare varie tecnologie esistenti e acquisire le competenze per valutare l’estrazione sostenibile”. L’analisi “fornisce una base scientifica per le decisioni future sull’approvvigionamento di litio”.