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Cosa deve fare l'industria per crescere insieme all'auto elettrica

La politica deve creare le condizioni, ma poi è l'industria l'assoluta protagonista della transizione: il dibattito agli Electric Days 2022

Foto | Cosa può fare l'industria per crescere con l'auto elettrica

Sono tantissimi gli argomenti toccati durante gli Electric Days 2022, la seconda edizione dell'evento su mobilità sostenibile e transizione energetica organizzato dalle edizioni italiane di InsideEVs e Motor1.com, in collaborazione con Ansa, Wired e Vanity Fair. Tra i diversi temi ha ovviamente trovato ampio spazio il ruolo dell'industria per la crescita dell’auto di domani.

Cosa stanno facendo e cosa altro possono fare le aziende per crescere insieme alle vetture a zero emissioni? Le iniziative sono già tante e le sorprese per il futuro non mancheranno di certo. Ripercorriamole con un breve riassunto del talk dedicato a questo argomento, che ha coinvolto alcuni del membri del consiglio direttivo di Motus-E. In alto potete trovare il video integrale di tutti gli interventi.

Parola chiave “ecosistema”

Se il ruolo dello Stato rimane centrale, gli investimenti privati sono comunque “un punto importante”, ricorda Massimo Nordio, presidente di Motus-E e Vice President Group Government Relations and Public Affairs del Gruppo Volkswagen Italia. L’esempio messo sul tavolo è quello della joint venture con Enel per realizzare 3.000 punti di ricarica ad alta potenza entro il 2025, “in parallelo a quanto previsto dal Pnrr”.

Foto - Electric Days 2022
Massimo Nordio, (Motus-E e Volkswagen)
Foto - Electric Days 2022
Elisabetta Ripa, ceo Enel X Way

Proprio Enel ha lanciato da poco la divisione Enel X Way con l’obiettivo di concentrarsi ancora di più su uno dei cuori della diffusione dell’auto elettrica: l’installazione delle colonnine. Seguendo questa strada, spiega la ceo Elisabetta Ripa, l’azienda prova ad “abilitare la rivoluzione” e “anticipare l’infrastrutturazione”, sperando di innescare quel “circolo virtuoso” che consenta un maggior utilizzo delle vetture a batteria.

L’alleanza Volkswagen-Enel si candida quindi a fare scuola nella Penisola. Unire le forze è proprio la ragione di vita di Motus-E, associazione a cui aderisce anche la multinazionale dell’energia ABB: “Ci siamo accorti – racconta Antonio De Bellis, eMobility lead manager della società – che non era sufficiente ciò che faceva ognuno di noi, quindi ci siamo messi insieme per collaborare”. Perché è solo grazie alle partnership che si potranno fare “passi in avanti” e creare un cosiddetto “ecosistema”.

Foto - Electric Days 2022
Antonio De Bellis, eMobility lead manager ABB
Foto - Electric Days 2022
Giancarlo Morandi, presidente Cobat

Riciclo e cultura

L’altra parola magica da tenere a mente è “economia circolare”. Dando uno sguardo più in là, compito delle imprese sarà infatti impegnarsi ancora di più sul riciclo delle materie prime. Le basi non mancano di certo, visto che, “l’Italia è prima in Europa per tonnellate di prodotti riciclati”, assicura Giancarlo Morandi, presidente di Cobat.

“Tempo fa – aggiunge – abbiamo intrapreso uno studio per individuare un processo di recupero dei materiali che ci sono nelle batterie, perché in questo momento non c’è una tecnologia al mondo capace di farlo. Oggi abbiamo un brevetto per un processo che stiamo realizzando in Italia”.

Giovanni Dattoli, managing director Volvo Trucks Italia

Ma il vero ago della bilancio, come in tutte le cose, sarà la forza di volontà: “Bisogna mettere tantissimo della cultura dell’azienda, delle persone e della voglia di cambiare”, è l’invito di Giovanni Dattoli, managing director di Volvo Trucks Italia. “Questa – continua – è una fase che non abbiamo mai visto. La transizione va gestita, ma i numeri cresceranno, perché non c’è alternativa”.