Inizieranno questo mese e dureranno 5 anni le attività di Enea previste dallo European Battery Innovation (EuBatIn), il secondo importante progetto di comune interesse europeo (Ipcei, o Important Project of Common European Interest) sulle batterie, finanziato con 2,9 miliardi di euro.

Al programma partecipano 12 Paesi Ue, tra cui l’Italia, che sul fronte della ricerca schiera non solo Enea, ma anche l’Istituto Bruno Kessler. Lato industria ci sono invece 12 imprese per la Penisola: Endurance Spa, Enel X Srl, ENGITEC Technologies Spa, FIAMM Energy Technology, Fiat Chrysler Automobiles, Fluorsid Alkeemia Spa, FPT Industrial, Green Energy Storage Srl, Italmatch Chemicals Spa, Italy Srl, MIDAC Spa, Solvay.

Il contributo Enea

EuBatIn conta un totale di 46 progetti di 42 aziende, con ricadute economiche stimate in 10 miliardi di euro. L’obiettivo è costruire una catena del valore delle batterie competitiva, innovativa e sostenibile, con una forte attenzione a ricerca, sviluppo, innovazione e implementazione industriale.

Enea spiega di essere coinvolta con un team di esperti e ricercatori che lavoreranno allo sviluppo di soluzioni da trasferire alle aziende e che riguarderanno durata, materiali e prestazioni ambientali, economiche e di sicurezza degli accumulatori. Spazio anche al riciclo dei materiali critici a fine vita, soprattutto litio e fosforo.

Chi partecipa a EuBatIn

Il laboratorio ponte

All’interno del progetto è prevista poi la costruzione dell’Advanced Battery Laboratory (AB-Lab), che nascerà nel Centro Ricerche Enea Casaccia (Roma) e che richiederà un investimento di circa 27 milioni di euro.

“Concepito come una piattaforma flessibile e polivalente – lo descrive Enea –, presso l’AB-Lab sarà possibile svolgere l’intero processo produttivo: dalla realizzazione di batterie di nuova concezione alla gestione ottimizzata del fine vita; dagli aspetti legati all’economia circolare ai materiali avanzati allo sviluppo di elettrodi, celle e moduli innovativi, dal riciclaggio allo smaltimento fino alla chiusura del ciclo”.

Il superlaboratorio “fornirà consulenze, analisi dei materiali, dei componenti e dei sistemi, immagini macroscopiche, microscopiche o termiche tramite la tomografia assiale computerizzata e rilievi tridimensionali”. In più, “competenze e attrezzature innovative potranno essere utilizzate dalla comunità scientifica e universitaria oltre che dagli operatori del settore”.

“L’AB-Lab rappresenterà una struttura in grado di fare da ‘ponte’ tra le attività di ricerca e la produzione industriale, dando impulso al trasferimento tecnologico e all’industrializzazione di prototipi di laboratorio”, sottolinea il responsabile Enea del progetto, Pier Paolo Prosini.