Fa gola a tutti il più grande mercato di veicoli al mondo, specie per la fetta (sempre più rilevante) che riguarda le auto elettriche. Eppure, come emerge dai dati sulle immatricolazioni cinesi, sembra che in questa fase i marchi occidentali facciano più fatica di un tempo a fare breccia nei cuori degli automobilisti del Dragone. 

Secondo la China Passenger Car Association, nella top 10 dei brand che hanno venduto più NEV (i New energy vehicles, ossia l’insieme di vetture full electric, ibride plug-in e a idrogeno) nei primi mesi del 2022, non ci sono Case europee e americane, con l’unica eccezione di Tesla, che fa storia a sé, al terzo posto.

Per il resto, dominano i costruttori locali, come BYD, XPeng, Wuling e Chery. Bisogna scendere fino alla 15esima posizione per trovare un marchio estero, ovvero Volkswagen, che opera in joint venture con il Gruppo FAW. Qual è, quindi, il segreto che sta consentendo ai brand cinesi di dominare la partita giocata in casa? A quanto pare, la tecnologia.

Lo smartphone su ruote

“Se avessi voluto un’auto a benzina – racconta una giovane impiegata di Pechino alla Reuters –, avrei considerato anche un marchio straniero, ma pensavo a un veicolo elettrico e, a parte Tesla, ho visto pochi costruttori offrire la tecnologia intelligente avanzata che cerco”.

Parola di una ragazza che, nel fare la propria scelta sul prossimo mezzo di trasporto, ha valutato solo vetture XPeng, BYD e Nio. In un’epoca in cui le auto stanno diventando dei computer su ruote, il suo esempio dimostra come un veicolo elettrico sia chiamato oggi a regalare la sensazione di stare dentro un grande smartphone.

“I marchi stranieri sono così lontani dal mio stile di vita. L’assistente digitale fa di tutto per me, dall’aprire i finestrini all’attivare la musica, mentre il software fornisce aggiornamenti over-the-air”.

La conferma arriva da Bill Russo, ex dirigente di Chrysler, ora in forza ad Automobility, società di consulenza con sede a Shanghai. Secondo lui, le Case occidentali devono cambiare rapidamente strategia, perché hanno faticato a tenere il passo e ora “i marchi cinesi stanno vincendo la corsa ai veicoli elettrici”.

XPeng P5 (2021)
Un automobilista si gode la XPeng P5

Questione di gusti

Non è che le funzioni avanzate manchino nelle vetture occidentali, anzi, ma in Cina forti dell'esperienza tech accumulata negli anni sembrano aver raggiunti livelli più vicini al pubblico di riferimento degli smartphone. 

Secondo alcuni osservatori, a frenare nel Dragone i brand europei e americani è il fatto che i veicoli continuano a essere costruiti su misura per gli automobilisti occidentali, puntando su altre caratteristiche, come autonomia e prestazioni. Ma la cosa non interessa molto in Cina:

“Velocità in autostrada? Nella maggior parte delle grandi città cinesi, il traffico è così congestionato che le persone non possono nemmeno guidare oltre i 60 km/h, quasi tutti i giorni”, rivela alla Reuters una fonte vicina a General Motors.

Gap più largo

Dopo aver dominato le immatricolazioni dagli anni ’90, i grandi colossi occidentali, come la stessa Casa di Detroit, oppure Volkswagen, stanno correndo ai ripari per recuperare il terreno perso. GM ha annunciato un piano di elettrificazione che prevede 30 nuovi modelli a batteria entro il 2025, tra cui 20 destinati all’ombra della Grande Muraglia.

Wolfsburg, dal canto suo, ha lanciato la famiglia ID. anche in Cina, aggiungendo che sta investendo in ricerca e sviluppo a livello locale, soprattutto lato software. Ma bisogna fare in fretta, altrimenti il gap potrebbe allargarsi. L’allarme lo lancia Makoto Uchida, ceo di Nissan, anche perché le vetture Made in China stanno iniziando ad arrivare anche dalle nostre parti:

“I marchi locali stanno diventando più forti. Ci saranno molte trasformazioni in Cina e dobbiamo osservare bene la situazione. Le Case devono essere più attente nella progettazione, nello sviluppo e nel lancio di nuovi modelli. Da questo punto di vista, se saremo lenti, rimarremo indietro”.