Vi piace la Tesla Model Y e state meditando di acquistarne una? Bene, sappiate che se la volete in tempi tutto sommato brevi la dovrete scegliere o bianca o nera. Dovessero andarvi bene come tinte il crossover elettrico sarà assemblato nella gigafactory europea di Gruenheide, alle porte di Berlino e arrivarvi verso ottobre 2022.

Nel caso in cui invece doveste preferire la tinta rossa, quella blu o grigia sarà nel vostro garage non prima di marzo 2023 e sarà prodotta a Shanghai.

Il perché è presto detto: crisi dei chip e mancanza di materie prime continuano a dominare la scena e - stando a quanto riportato da Automotive News - per ottimizzare la produzione nello stabilimento tedesco la Casa statunitense ha deciso di razionalizzare la produzione, così da non allungare oltremodo i tempi di consegna.

Prima una pausa

Sempre secondo la testata lo stabilimento di Gruenheide andrà in pausa per 12 giorni, approfittando delle ferie, per apportare modifiche ottimizzare la linea di produzione e riuscire così a "limare" tempo prezioso. Per esempio il tempo di sosta in ogni stazione passerà da 90 a 45 secondi.

Fiera Tesla Gigafactory Berlino-Brandeburgo in Germania (10 ottobre 2021)
La gigafactory tedesca di Tesla

Anche il reparto verniciatura, alla base di alcuni dei problemi che hanno afflitto l'inizio dei lavori nella fabbrica tedesca, sarà oggetto di revisione, così da evitare eventuali rallentamenti. Al termine della pausa il lavoro riprenderà su 3 turni, così da far fronte alle richieste.

Richieste che nel secondo trimestre del 2022 sono calate rispetto al periodo gennaio marzo, passando da 310.000 a 254.695 unità, di cui appena 6.000 provenienti dalle nuove fabbriche Tesla in Texas e Germania. Una contrazione dovuta principalmente al blocco del porto di Shanghai, chiuso dalle autorità cinesi per contenere la nuova ondata di Covid-19.

Obiettivo mezzo milione

Quella di Gruenheide rappresenta una fabbrica strategica per Tesla, nata per arrivare a produrre fino a 500.000 auto all'anno. Attualmente le Tesla Model Y vengono sfornate al ritmo di 1.000 alla settimana, con una forza lavoro di circa 5.000 persone, pronte però - secondo i piani annunciati da Elon Musk - 12.000 quando lo stabilimento lavorerà a pieno regime.