Il Tar conferma la multa da 100 milioni a Google sull'auto elettrica
Anche il tribunale del Lazio dà ragione a Enel X: senza compatibilità con Android Auto Big G ha penalizzato l'uso dell'app JuicePass
Si chiude di fronte al Tar del Lazio il secondo atto del caso Google-Enel X. Il risultato però è lo stesso del primo capitolo: multa da 100 milioni di euro per Google LLC, Google Italia e Alphabet, così come aveva deciso l’Antitrust nel maggio 2021.
I giudici confermano quindi l’accusa di abuso di posizione dominante contro Mountain View, che per oltre due anni avrebbe escluso l’interoperabilità di JuicePass - l’app del player italiano nel frattempo diventato Enel X Way - con Android Auto, la piattaforma di Big G dedicata all'uso in auto.
Barriera all’ingresso
Una sorta di muro con cui Google avrebbe teso a privilegiare l’uso della sua applicazione, la famosissima Maps, a scapito di quella sviluppata da Enel X, che consente di individuare le colonnine, prenotarle e monitorare la ricarica della propria auto.
Senza l’accesso ad Android Auto, infatti, gli automobilisti sarebbero stati costretti a fermare il veicolo per accedere a JuicePass nel rispetto delle regole al volante. In questo modo, aveva sottolineato l’Antitrust oltre un anno fa, non si sarebbe creata una base di clienti sufficiente con potenziali conseguenze - come sottolineato dalla stessa Enel - sullo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.
Perché è importante
Oggi il Tar del Lazio dà di nuovo ragione a Enel X e, in base a quanto riferisce l’agenzia Askanews, spiega in maniera dettagliata perché Google debba pagare questa multa: i giudici hanno calcolato la cifra considerando i ricavi generali e italiani delle società, ma anche la durata della situazione e una serie di altri fattori.
La vicenda, come vi avevamo spiegato oltre un anno fa, in occasione del primo round, è importante per l’auto elettrica e non solo, perché potrebbe aprire le porte a una sorta di “liberalizzazione” dei software. Pensiamo a quante cose facciamo con Google e quante di queste potenzialmente passano anche attraverso altre aziende.
Fonte: Askanews
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