Anche i petrolieri del Medio Oriente fanno rotta sull'auto elettrica
Dopo l'Arabia Saudita si muovono gli Emirati Arabi Uniti, che entro fine anno apriranno uno stabilimento per produrre auto a batteria
Non solo l’impianto Lucid da 155.000 auto elettriche all’anno in Arabia Saudita. Nei regni del petrolio mediorientali si comincia a investire sull'auto elettrica, nel tentativo di diversificare progressivamente l’economia e renderla meno dipendente dai combustibili fossili, che ne hanno decretato finora le fortune.
L’ultima mossa arriva dagli Emirati Arabi Uniti (UAE), con la Khalifa Industrial Zone Abu Dhabi (KIZAD) – zona industriale di Abu Dhabi, parte di AD Ports Group’s Economic Cities & Free Zones – che annuncia i lavori in corso per il suo primo stabilimento dedicato alle vetture a batteria. Sarà pronto già entro la fine dell'anno.
Fino a 50.000 EV all’anno
Grande 25.000 metri quadrati, la struttura si dedicherà a produzione, ricerca, sviluppo e collaudo di veicoli elettrici. Lavorerà inizialmente su 5.000-10.000 auto semi-assemblate all’anno, che diventeranno 50.000 in una seconda fase. Al momento è stato mantenuto il massimo riserbo su quale sarà il marchio che si appoggerà a questo stabilimento "conto terzi".
Compito di gestire la fabbrica spetta alla società NWTN, partner di KIZAD e specializzata in veicoli passeggeri dotati di intelligenza artificiale (AI) e componenti personalizzabili.
“L’annuncio – aggiunge KIZAD – segue i recenti aggiornamenti normativi del Dipartimento dell’Energia (DoE) di Abu Dhabi, che mira ad accelerare lo sviluppo delle infrastrutture per veicoli elettrici nell’ambito della strategia locale per la mobilità a basse emissioni.
Inoltre il nuovo impianto di produzione è ben allineato all’agenda ‘Net-Zero by 2050’ degli UAE, perché rafforzerà le competenze del settore e aumenterà la disponibilità di veicoli sostenibili”.
Poi c'è Lucid
Una pietra miliare, che promette di aprire le porte a una nuova era in Medio Oriente. Come infatti accennato, anche Lucid è al lavoro per portare l’auto a batteria nella regione, precisamente in Arabia Saudita. Il suo impianto sorgerà nella King Abdullah Economic City e sarà in funzione dal 2026.
Per produrre le vetture di lusso, il Public Investment Fund (PIF) sta finanziando la Casa di Newark con oltre 3 miliardi di euro, spalmati in 15 anni. Il Regno si è anche impegnato ad acquistare 100.000 auto per la propria flotta pubblica. Si partirà nel 2023.
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