Il sistema fuel cell che può caricare (ovunque) le auto elettriche
Realizzato dall'israeliana GenCell, può caricare fino a 10 auto in corrente continua senza allacciarsi alla rete elettrica
L’israeliana GenCell Energy ha presentato una particolare stazione di ricarica (mobile), pensata per tutti i luoghi dove per qualche motivo non sarebbe possibile l'allaccio delle colonnine alla rete elettrica. Com'è alimentata? Con un sistema di celle a combustibile chiamato GenCell EvoX.
L’idea è quella di fornire una soluzione - da alimentare a idrogeno verde - particolarmente versatile, per un utilizzo stazionario, ma non necessariamente. L'obiettivo di fondo è trovare delle vie alternative alla ricarica che non debbano necessariamente insistere sulla rete.
Dal deserto alla metropoli
GenCell Energy sottolinea poi come uno strumento simile possa diventare indispensabile per garantire la possibilità di caricare in luoghi remoti. O all'opposto, in zone estremamente popolate dove magari la rete elettrica è obsoleta ed è complicato garantire potenze di ricarica sufficienti.
La tecnologia è attualmente in fase di sperimentazione nei parcheggi di alcuni centri commerciali in Israele, dove le auto elettriche possono recarsi e fare un pieno di energia restando completamente off grid.
Fino a 10 auto insieme
La GenCell EvoX può alimentare fino a 10 colonnine da 75 kW ciascuna, ma ognuna di esse può essere tarata su potenze comprese tra i 50 e i 150 kW. Ci riesce perché grazie alla tecnologia GenCell Box può immagazzinare fino a 920 kWh di energia sotto forma di idrogeno ed erogarla attraverso un sistema di accumulo che, a seconda delle esigenze, può avere una capacità variabile tra i 372 e i 500 kWh.
Questa batteria stazionaria tra le celle a combustibile e i punti di ricarica dove le auto elettriche si collegano consente l’erogazione di energia in modo stabile e affidabile. Con l'ultima evoluzione di questo generatore a idrogeno, GenCell è in grado di ricaricare la propria batteria di accumulo anche attraverso diverse fonti di energia. Il tutto è coordinato da un software che ottimizza l’ingresso di elettricità.
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