Ecco il piano dell’Europa per le materie prime "made in Ue"
La Commissione presenta il Critical Raw Materials Act e fissa obiettivi su produzione e riciclo per favorire auto elettriche e transizione
L’Europa prova a dire “basta” alla dipendenza dalle materie prime critiche straniere, essenziali per auto elettrica e transizione energetica, ma ancora in mano a pochi Paesi extra-Ue. Lo fa attraverso il “Critical Raw Materials Act (Crma)”, un piano proposto dalla Commissione europea con l’obiettivo di creare una catena delle forniture “sicura, diversificata, accessibile e sostenibile”.
“Questa normativa ci avvicinerà alle nostre ambizioni climatiche e migliorerà la raffinazione, la lavorazione e il riciclo dei minerali”, è la presentazione della presidente Ursula von der Leyen. Ma cosa prevede di preciso Bruxelles?
Il ciclo di vita
Prima di tutto, il Crma si concentra su estrazione, riciclo e raffinazione dei minerali, così da aumentare la capacità produttiva in Europa del 10-40% entro il 2030. Per questo, oltre a stilare un elenco di materie prime critiche, fissa alcuni target ben precisi per le cosiddette materie prime strategiche.
- Estrazioni: almeno il 10% del consumo annuale dell’Ue
- Raffinazione: almeno il 40% del consumo annuale dell’Ue
- Riciclo: almeno il 15% del consumo annuale dell’Ue
- Dipendenza: non più del 65% del consumo annuale dell’Ue di ciascuna materia prima strategica da un singolo Paese
Un sito ricco di litio
Meno burocrazia
Altro pilastro della strategia sarà velocizzare operazioni minerarie in Europa, grazie a una serie di semplificazioni burocratiche. I progetti considerati strategici verranno quindi autorizzati molto più rapidamente di oggi: si parla di 24 mesi per le estrazioni e 12 mesi per lavorazione e riciclo.
A proposito di riciclo, gli Stati membri dovranno adottare una serie di misure pensate per favorire il recupero dei materiali, mentre sarà compito delle aziende individuare il potenziale di ogni prodotto. Ancora, l’Unione europea finanzierà ricerca, sviluppo e formazione.
Ultima, ma non meno importante, è la cooperazione internazionale. Il blocco dovrà quindi stringere una serie di partenariati con i mercati emergenti e in via di sviluppo. In più, rafforzerà i rapporti con gli alleati internazionali attraverso l’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc) e un nascente “Critical Raw Materials Club”.
Fonte: Commissione Ue
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