Colonnine nei condomini, la ricarica che fa risparmiare
Obbligatorie negli edifici nuovi o ristrutturati, le colonnine per auto elettriche si possono condividere per spendere meno: le soluzioni
Piccole, medie o grandi, le colonnine di ricarica saranno sempre più importanti. Per i compratori di domani si tratterà di una vera e propria conditio sine qua non per l'acquisto di un appartamento.
Qualcosa che si è potuto vedere e toccare con mano a K.EY 2023, la fiera sulle energie rinnovabili e sulla transizione energetica, andata in scena a Rimini dal 22 al 24 marzo. Lì la presenza di soluzioni per elettrificare le abitazioni è stata importante. Ma andiamo con ordine.
Le soluzioni comuni
Installare un'infrastruttura di ricarica, o quantomeno pensare di farlo, è diventato, oggi più che mai, una questione non soltanto etica e di comodità, ma anche legale, senza la quale non è possibile ottenere la certificazione energetica - Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 48.
Perciò, che voi siate i proprietari di una casa o gli amministratori di uno o più condomini, il mercato offre attualmente diverse soluzioni per elettrificare le abitazioni, a seconda che i parcheggi siano costituti da box privati affiancati o da stalli comuni.
Il caso dei box privati
Per il primo caso, come anticipato in un articolo dedicato, attualmente ci sono in vendita diverse wallbox, di varie dimensioni e potenze, con queste ultime che cambiano principalmente in base all'impianto elettrico della struttura.
La legge parla chiaro e dice che se vengono installate in garage singoli - chiusi da una porta - posizionati nel seminterrato di palazzi, possono essere collegate direttamente al contatore dell'appartamento di riferimento, per rientrare all'interno dello stesso contratto di approvvigionamento energetico.
Ragionando, si tratta di un vantaggio non da poco per l'utilizzatore finale, che, sempre secondo la legge, viene così svincolato dal dover effettuare la richiesta di installazione in sede di riunione condominiale.
Le wallbox di Silla
Il caso del parcheggio condominiale
Per il secondo caso, invece, le strade da percorrere possono essere diverse. Senza scendere troppo nei dettagli - vi consigliamo di chiedere eventualmente a un ingegnere edile abilitato -, la legge attuale non prevede un numero minimo di stalli di ricarica installabili in una singola struttura, ma soltanto un numero massimo, che non deve essere superiore a quello delle abitazioni.
Rispettato questo vincolo, si può agire in due modi. Se in sede di riunione di condominio viene deciso che a pagare il progetto, l'acquisto e l'installazione sarà solo chi usufruirà effettivamente dello stallo con la propria auto, le spese di acquisto e installazione andranno divise solo tra questi condomini, i quali però non è detto che si dovranno "accollare" esclusivamente anche le spese di supplemento energetico.
Se invece in sede di riunione viene deciso, di comune accordo, che l'infrastruttura di ricarica sarà utilizzata da tutti, le spese di acquisto e installazione, nonché quelle dell'energia elettrica, andranno divise sempre in base alle particelle catastali, proprio come avviene solitamente per i lavori di ristrutturazione.
Questo ultimo caso è sicuramente il più complesso e importante da analizzare, perché, a seconda di quanti stalli di ricarica si intende installare, il mercato offre diverse soluzioni, tutte molto interessanti.
Le soluzioni e il gestionale
A K.EY 2023 è stata importante la presenza di aziende che, oltre al modulo di ricarica stessa, forniscono anche dei software dedicati per - per esempio - l'analisi dei kW consumati e le relative spese.
Grazie a queste app, naturalmente per smartphone, gli amministratori di condominio possono già oggi scaricare le reportistiche di consumo mensili, per gestire al meglio la contabilità dell'edificio, dividendo le spese extra tra tutti i condomini o solo tra quelli dotati di auto elettriche o ibride plug-in.
Ma come viene definito con cura da questi sistemi il quantitativo di energia utilizzata da ciascun automobilista per le relative ricariche? La risposta è tramite le diverse modalità di sblocco e attivazione delle prese, come per esempio sempre via app per smartphone oppure, ancor più semplicemente, tramite tessere magnetiche con tecnologia RFID.
Grazie a questi sistemi moderni, oggi, è ampiamente possibile installare un numero di colonnine inferiore a quello dei moduli abitativi presenti, che possono così essere spartite con cura e in maniera paritaria tra i condomini, rendendo di fatto i lavori di ammodernamento del palazzo un po' meno costosi.
Oltre alla questione della rendicontazione delle spese per ciascuna famiglia, c'è però un altro aspetto da tenere in considerazione per l'installazione di un'infrastruttura di ricarica in un condominio: l'efficientamento energetico del palazzo.
Che voi siate privati o amministratori, quello che è importante sapere, come abbiamo già anticipato in un approfondimento dedicato al fotovoltaico a casa, è che potendo aggiungere in fase di installazione anche dei pannelli sul tetto, un inverter e un accumulatore di energia da parete, potreste - limiti strutturali permettendo - pagare un quantitativo inferiore di fornitura di energia elettrica, alimentando con il fotovoltaico anche l'impianto di illuminazione esterno della struttura, a tutto vantaggio delle vostre tasche.
Vedi tutte le notizie su K.EY - The Energy Transition Expo I produttori
Ma quali sono i produttori che offrono attualmente le soluzioni che abbiamo appena citato? A K.EY 2023 ne erano presenti diversi, tra questi i più importanti erano sicuramente Scame e Gewiss, due aziende leader nell'elettrificazione degli ambienti pubblici o a uso comune, con soluzioni molto importanti non solo per quanto riguarda l'infrastruttura di ricarica.
Il primo, per esempio, ha presentato in fiera una wallbox dalle dimensioni piuttosto compatte (che potete vedere in copertina), con un design rettangolare minimale e connesso a internet via cavo o WiFi. Grazie a questo sistema e alla app ben sviluppata, che abbiamo avuto modo di vedere e toccare dal vivo, ciascun amministratore ne può installare uno o più all'interno dei condomini che gestisce, per poter rendicontare con molta cura a fine mese le spese a ciascun utilizzatore.
Ma non solo, lo stesso produttore offre a catalogo anche delle colonnine più grandi da terra, dotate di doppia presa e attivabili con carte RFID. In questo caso si tratta di moduli dedicati a strutture dalle dimensioni più importanti di semplici palazzi, ma comunque molto valide per realizzare un'infrastruttura di rifornimento comune.
Il secondo brand è Gewiss, azienda italiana attiva da oltre 50 anni nell'elettrificazione di luoghi pubblici. La multinazionale offre nel suo catalogo per il 2023 diverse soluzioni di ricarica, anche in questo caso gestibili via app e abbinabili a diversi sistemi di illuminazione a LED per parchi interni comuni, sia da terra che da parete.
Consigliati per te
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
Arriva il Plug & Charge di Enel X: ecco come funziona
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Così Tesla "prevede" (ed evita) le code ai Supercharger
Il Tesla Semi entra in produzione (per davvero)
Anche l'Europa ha la sua colonnina di ricarica da oltre 1.000 kW