Ecco come si calcola la potenza di un'auto elettrica o ibrida
È difficile dire con precisione quanti cavalli hanno le vetture elettrificate. La SAE pubblica un nuovo metodo "universale"
Determinare la potenza di un’auto elettrica o ibrida è una questione più complessa del previsto. Prima di tutto per la mancanza di una normativa precisa, che indichi alle Case i metodi da seguire per arrivare a un risultato omogeneo e paragonabile.
In mancanza di questa, i costruttori hanno applicato metodi diversi tra loro, arrivando a risultati spesso discordanti. C’è dell’altro. Sulle auto elettriche, per esempio, si fanno distinzioni tra potenza di picco e potenza continua, con la prima che è erogata da un motore per un breve intervallo di tempo e la seconda che è invece trasmessa alle ruote in modo, appunto, continuo.
Poi, parlando di auto ibride, quando si è in presenza di due o più motori, può risultare difficile individuare la reale potenza del sistema, che non è mai (o quasi mai) data dalla somma delle potenze delle singole unità propulsive. Insomma, è il caos.
Il documento J2908
In tutto questo, la SAE, Società degli Ingegneri Automotive, sta cercando di mettere ordine. In un nuovo documento mira a stabilire uno standard industriale per determinare proprio la potenza nominale dei veicoli elettrici, ibridi, ibridi plug-in e a celle di combustibile. Si chiama SAE J2908 ed è stato rilasciato nella sua ultima versione nel gennaio 2023.
Lo schema ibrido della nuova Toyota Prius
Il documento descrive nel dettaglio i metodi da utilizzare per misurare e calcolare la potenza nominale del sistema propulsivo di una vettura che non sia spinta semplicemente da un motore endotermico a benzina o a gasolio.
Come si calcola la potenza effettiva
Il nuovo metodo adotta prima di tutto una misurazione di potenza della ruota su un dinamometro posto sul telaio o sul mozzo della ruota al fine di individuare la velocità su strada alla quale il veicolo produce la potenza massima. La potenza erogata alle ruote, però, è influenzata da diversi attriti che interessano la trasmissione e altri organi meccanici e questo significa che non può essere confrontata direttamente con la potenza nominale netta dei motori a combustione interna.
La Toyota Mirai, auto con powertrain a idrogeno fuel cell
Per questo, si deve determinare la potenza di ciascun dispositivo di propulsione all’albero di uscita nelle stesse condizioni di quando il veicolo raggiunge la massima potenza della ruota. Per farlo ci sono ben 4 metodi, con il quarto che è potenzialmente meno valido degli altri dal punto di vista scientifico.
- Misurare direttamente la potenza dell'albero di uscita di ciascun dispositivo di propulsione durante il test al banco dinamometrico.
- Testare al banco i singoli componenti durante la simulazione delle condizioni del test di potenza della ruota.
- Determinare l'efficienza dei componenti della trasmissione attraverso test al banco e lavora a ritroso per calcolare la potenza dell'albero di uscita.
- Sviluppare modelli in tempo reale per calcolare i contributi dei singoli componenti del gruppo motopropulsore.
La Volkwsagen ID.4: la prima auto la cui potenza è calcolata con metodo J2908
Da suggerimento a standard
Ma il documento J2908 proposto sarà effettivamente adottato dalle Case automobilistiche? Per ora è classificato come “report informativo” e non è quindi obbligatorio seguirlo. Ma rappresenta forse un primo passo verso la definizione di standard che potrebbero essere presto presi in uso da tutta la comunità tecnica, diventando di fatto “obbligatorio”.
Volkswagen, per ora, è l’unica Casa che rispetta le procedure elencate. Lo ha fatto per calcolare la potenza della ID.4, come riporta anche al fondo delle schede tecniche del modello. Secondo Michael Duoba, a capo della commissione che ha dato vita al SAE J2908, altri costruttori lo stanno già usando senza dare pubblicità alla cosa. Ma per ora, nessuno lo dice. Il fatto però che questo documento sia stato ulteriormente aggiornato, potrebbe presto spingere i brand a dichiarare alla luce del sole il rispetto di certi metodi, anche solo per certificare in qualche modo la bontà dei dati dichiarati.
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