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Perché l'auto a batteria aiuta la rete elettrica italiana

Il passaggio alla mobilità sostenibile ridurrà sprechi di energia, costi di dispacciamento ed emissioni: lo studio

Una serie di auto elettriche in carica

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

28 apr 2023 alle 15:30

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La rete elettrica reggerà quando avremo milioni di auto da ricaricare? Se lo chiedono in tanti, spesso scettici sul passaggio alla mobilità sostenibile. E se ribattere “sì” era scontato già prima, adesso la risposta viene messa nero su bianco.

A risolvere ogni dubbio è lo studio “Integrazione fra veicoli e reti elettriche: sfide e opportunità al 2030”, pubblicato da Motus-E, Cesi, Politecnico di Milano (PoliMi) e Rse per dimostrare che la transizione non creerà problemi energetici. Anzi, contribuirà addirittura a ridurre gli sprechi di elettricità.

L’importanza dell’integrazione

Ammonterà infatti al 45% il taglio alla “over-generation” da fonti rinnovabili che andrebbe altrimenti sprecata. Ma non solo, perché la ricarica ridurrà del 40% i costi legati al dispacciamento, per una cifra pari a 800 milioni di euro all’anno.

Subaru Solterra: la porta di ricarica

Porta per la ricarica di un'auto elettrica

Diminuiranno anche le emissioni di CO2 e altri gas serra: si parla di un bel 41%, frutto di una minor produzione da fonti fossili, precisamente 1,5 TWh all’anno. “Il tutto – si specifica fra le pagine – a fronte di un incremento della domanda di elettricità di appena il 3%”.

“Da qui – continua lo studio – emerge quanto l’integrazione veicolo-rete (vehicle-grid integration, abbreviato in VGI, ndr) sarà fondamentale per garantire un’ottimizzazione delle reti elettriche stesse. Peraltro, con la grande opportunità di condividere con gli utenti della mobilità elettrica i risparmi per il sistema, alimentando così una loro partecipazione attiva sempre più diffusa”.

Due ragazze ricaricano una Renault Zoe presso una colonnina pubblica

Renautl Zoe in carica a una colonnina pubblica

Installazioni intelligenti e non solo

Alla fine dell’analisi, vengono anche lanciate alcune proposte per migliorare l’integrazione veicolo-rete. Fra queste, “quella di rendere flessibile la potenza massima prelevabile al punto di connessione, aumentandola nei periodi di basso carico senza maggiori oneri per l’utenza”.

“Lo studio auspica inoltre che si favoriscano installazioni ‘intelligenti’, con la definizione da parte dei distributori di energia di criteri per l’individuazione delle aree in cui è più idoneo posare i punti di ricarica, per esempio mappando le aree e classificandole per livello di complessità di nuove connessioni, e promuovendo l’installazione contestuale di punti di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di accumulo di energia elettrica e impianti fotovoltaici”.

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