In Italia abbiamo raggiunto i 23.275 punti di ricarica per le auto elettriche. Lo dice Motus-E, che monitora la situazione dell’infrastruttura con costanza e pubblica i risultati delle proprie osservazioni con cadenza trimestrale.

Nello specifico, al 30 giugno 2021, siamo arrivati a 23.275 punti di ricarica suddivisi in 11.834 colonnine e dislocati su 9.453 location accessibili al pubblico. A fine dicembre 2020 sfioravamo le 20.000 e a marzo eravamo a 20.757 dislocati su 10.531 infrastrutture.

L’infrastruttura accelera

Nel periodo aprile-giugno si osserva un sensibile aumento non solo dei numeri in senso assoluto, ma anche dei tassi di crescita, complici la ripresa delle attività e il miglioramento della situazione pandemica. Nel secondo trimestre del 2021, infatti, si registra un incremento del 12% (+2.518 punti); nel periodo gennaio-marzo invece il tasso di crescita era stato dell’8% (+1.433 punti): lo stesso del quarto trimestre del 2020, che era stato caratterizzato sempre da una crescita dell’8% (+822 punti).

Purtroppo circa il 15% delle infrastrutture installate risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali a causa del mancato allacciamento alla rete da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative. Però, anche in questo senso, la situazione sta migliorando visto che nella precedente rilevazione la percentuale di colonnine “chiuse” era del 22%.

Tesco Volkswagen EV chargers

Poche colonnine rapide

Rispetto alla prima rilevazione di Motus-E, risalente al settembre 2019 (10.647 punti in 5.246 infrastrutture), si registra una crescita del 118% e una crescita media annua del 53%.

Guardando alla distribuzione, l’80% delle 11.834 stazioni di ricarica è collocato su suolo pubblico (ad esempio in strada) mentre il restante 20% su suolo privato a uso pubblico (ad esempio presso supermercati o centri commerciali).

In termini di potenza, il 95% dei punti di ricarica è in corrente alternata, mentre solo il 5% in corrente continua. Inoltre, il 19% dei punti sono a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 77% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra 7,5 kW e 43 kW) e solo un 5% veloce in DC (da 44 kW in su). Neanche l’1% è ad alta potenza o High Power Chargers – HPC (con potenze di almeno 100 kW).

  • AC (<7 kW): circa 19%
  • AC (tra 7,5 kW e 43 kW): circa 77%
  • DC (tra 44 kW e 99 kW): circa 4%
  • DC (> 100 kW): circa 1%
Electric vehicle charging station sign in parking bay

Serve omogeneità

Parlando di distribuzione geografica, il 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa al Centro e solo il 20% al Sud e nelle isole. Guardando alle singole Regioni, la Lombardia, con 4.130 punti, è la più virtuosa e da sola possiede il 18% di tutte le installazioni. Seguono nell’ordine Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna, con il 10% a testa, il Veneto al 9% e la Toscana all’8%. Queste sei Regioni complessivamente coprono il 65% del totale dei punti in Italia.

  • Lombardia: 18%
  • Piemonte: 10%
  • Lazio: 10%
  • Emilia-Romagna: 10%
  • Veneto: 9%
  • Toscana: 8%

Però la situazione è in continua evoluzione: in termini di crescita relativa, le Regioni che hanno incrementato di più i loro punti rispetto a dicembre sono state Trentino-Alto Adige, con un +26%, il Friuli-Venezia Giulia (+22%) e il Lazio (+19%).