Il mercato delle auto elettriche cresce con costanza, anche se, rispetto al passato, cresce a ritmi un po' più lenti. Ad agosto, per esempio, proprio l’indebolimento della domanda ha portato a un calo del 10% dei prezzi delle batterie, sia di quelle destinate alle auto elettriche, sia di quelle destinate ai sistemi stazionari di accumulo.

E questo è solo l’inizio. Stando alle previsioni della società di analisi e ricerche di mercato TrendForce, infatti, da qui a fine anno il prezzo è destinato a scendere ancora. Il fatto è che anche i prezzi delle materie prime, che durante i mesi della pandemia hanno toccato nuovi massimi, hanno avviato poi un trend discendente.

E a scendere non sono state solo le batterie agli ioni di litio con chimica tradizionale, le NCM che adottano nichel, cobalto e manganese. Anche le LFP (litio ferro fosfato) sono diminuite di prezzo. Questo è quello che sta accadendo, ma in futuro le cose potrebbero cambiare di nuovo. Il fenomeno ha avuto conseguenze positive sul mercato.

Una boccata d’aria necessaria

Il calo del prezzo delle batterie consente effettivamente alle Case di tirare un sospiro di sollievo. I principali Costruttori mondiali, infatti, hanno vissuto mesi caratterizzati da continui ribassi ai listini. Ma questa battaglia dei prezzi (avviata da Tesla), che pure è servita per mantenere alta la domanda, ha notevolmente assottigliato i guadagni.

Nuova Tesla Model 3 (2023)

La nuova Tesla Model 3

Ora, con prezzi più abbordabili sulle batterie, le Case hanno costi minori da sostenere e vedono i margini crescere un po’, anche senza che si vada a ritoccare verso l'alto i prezzi di vendita delle auto. Tutto bene, quindi? Sì e no.

Attenzione al lungo periodo

Il problema è che nel breve periodo un calo della domanda spinge le Case automobilistiche a offrire sul mercato le proprie auto a condizioni più vantaggiose. Questo, come detto, per incentivare l'acquisto. Ma se il mercato resta freddo e la domanda non torna a crescere, allora le Case devono correre ai ripari, rallentando la produzione e diminuendo gli ordini ai fornitori.

Tra questi, anche coloro che producono batterie, che vedendo a loro volta un calo della domanda da parte delle Case, riducono i prezzi e rallentano la produzione, in un circolo vizioso che alla fine potrebbe non giovare a nessuno, nemmeno ai consumatori finali, che si ritrovano calati in scenari macroeconomici tutt'altro che in salute.

Fotogallery: La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter