BP: 10 miliardi di euro in Germania per eolico e rete di ricarica
La big oil britannica vuole convertire le sue raffinerie tedesche, costruire parchi offshore e installare 20.000 colonnine ultrafast
Le compagnie petrolifere sono impegnate da tempo nella transizione ecologica. In questo senso, BP ha appena annunciato di voler investire fino a 10 miliardi di euro in Germania. La somma stanziata sarà utilizzata da qui al 2030 per crescere nei campi dei carburanti a basse emissioni di carbonio, delle energie rinnovabili e dell’infrastruttura di ricarica.
BP crede che la Germania, per tradizione il più grande mercato automobilistico europeo e principale Paese in tema di peso economico all’interno dell’Ue, sia il luogo ideale in cui rafforzare la propria presenza per giocare un ruolo di primo piano sul tema della sostenibilità.
Convertire le strutture esistenti
Nello specifico, BP utilizzerà i 10 miliardi per espandere la propria infrastruttura di ricarica fast, per sviluppare un sistema di produzione di energia attraverso turbine eoliche e per decarbonizzare le raffinerie presenti nel Paese.
“Stiamo parlando di raffinerie e stiamo parlando della più grande rete di stazioni di servizio della Germania – ha detto alla Reuters Patrick Wendeler, presidente del consiglio di amministrazione di BP Europe -. Si tratta di avere qualcosa di concreto che può essere visto come una risorsa preziosa per costruire qualcosa di nuovo. BP, potendo contare su infrastrutture esistenti, ha un vantaggio su chi queste infrastrutture da convertire non le ha”.
Tra colonnine e turbine eoliche
BP, che opera in Germania da oltre un secolo e che può contare già su 4.000 dipendenti nel Paese, ha già progetti concreti su cui lavorare. A luglio di quest’anno, per esempio, si è aggiudicata all’asta due licenze per lo sviluppo del settore eolico offshore tedesco. Lo ha fatto insieme alla francese TotalEnergies (una delle tre società che produce batterie con ACC) con un’offerta di 678 milioni di euro.
Parlando di ricarica, invece, BP ha intenzione di arrivare ad avere 20.000 colonnine ad alta potenza (sempre entro la fine del decennio). Attualmente ne ha 1.700, che gestisce attraverso la società Aral.
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