Partiamo da un dato: a livello globale, le vendite di auto elettriche sono in crescita costante. Crescita che, però, sta rallentando. E i motivi sono molteplici. In primis, gli alti tassi di interesse, che rallentano la domanda e rendono più impegnativi gli investimenti da parte dei Costruttori.

Lo dimostrano la recente decisione di General Motors e Honda di interrompere la collaborazione, lo stop alla costruzione della Gigafactory Ford negli USA e molte altre decisioni che fanno suonare una sorta di campanello di allarme. A fotografare il periodo c’è il rendimento del fondo iShares Self-Driving EV and Tech, che ha subito una contrazione del 24%, una percentuale molto maggiore rispetto al -8,3% dell’indice MSCI All-World, che è influenzato dall’andamento del mondo industriale nel suo complesso.

Il numero di elettriche continua a salire

Come detto, le auto elettriche si vendono sempre di più. Nel terzo trimestre hanno superato per la prima volta la soglia delle 300.000 immatricolazioni negli USA; sono aumentate del 14,3% in Europa e del 22% in Cina, che resta il più grande mercato automobilistico al mondo.

Tesla Giga Berlin: Gigafactory Berlino-Brandenburg County Fair (10 ottobre 2021)

La produzione di Tesla Model Y nella Gigafactory tedesca vicino a Berlino

Eppure i numeri sono in frenata. Elon Musk ha spiegato in modo chiaro cosa sta succedendo: “Sono preoccupato per il contesto attuale dei tassi di interesse – ha detto il ceo di Tesla –. La stragrande maggioranza delle persone che acquistano un’auto ricorre alla formula del finanziamento. Con questi tassi l’impegno è sempre più gravoso”.

Il prezzo delle materie prime scende: non è un buon segno

Il panorama attuale è animato anche da un calo dei prezzi delle materie prime. Il litio è sceso del 67%, il cobalto del 20%. Bene, viene da pensare. Ma non è un segnale incoraggiante. Le Case, infatti, stipulano contratti in cui si proteggono in base alla domanda.

Se la domanda cala, loro acquistano meno materie prime. E i produttori di materie prime, per allocarne quantità maggiori sul mercato, abbassano i prezzi. Quindi, in definitiva, i prezzi scendono perché le Case producono meno.

Il centro BMW dove nascono le batterie Gen6

BMW produce celle cilindriche di nuova generazione nel Competence Center nei pressi di Monaco

Come reagiscono le Case

Ford, per esempio, ha ridotto da 3 a 2 i turni nella fabbrica dove costruisce l’F-150 Lightning e taglierà la produzione della Mustang Mach-E. La Casa dell’Ovale Blu deve far fronte alla perdita di 1,3 miliardi di dollari (1,2 miliardi di euro) registrata nel terzo trimestre.

Volkswagen, dal canto proprio, taglierà 2.000 posti di lavoro in Cariad, la società che si occupa di software. Il gruppo di Wolfsburg continua inoltre ad accumulare ritardi sullo sviluppo delle nuove piattaforme e posticipa il lancio di modelli di nuova concezione come la Porsche Macan e l’Audi Q6 e-tron. General Motors, per una gestione più efficiente delle finanze, ha approvato il rinvio dell’inizio dei lavori per la sua fabbrica delle batterie Ultium, che doveva prendere vita a partire dalla fine dell’anno. Serve aumentare le vendite di auto elettriche per giustificare l’investimento.

Ford F-150 Lightning debutta in Norvegia

Il Ford F-150 Lightning debutta in Norvegia

Un settore in affanno

Quelle appena elencate sono solo le iniziative più recenti. Ma non sono solo le Case a non godere di ottima salute. Nidec, colosso giapponese che produce motori per auto elettriche e altri componenti legati alla mobilità a zero emissioni, ha registrato un calo delle azioni del 10% in un solo giorno: il più grande degli ultimi 15 anni. In Italia è sotto gli occhi di tutti la difficile situazione che sta vivendo lo stabilimento di Crevalcore di proprietà della Magneti Marelli, con i dipendenti in sciopero per scongiurare la chiusura.

Anche il colosso cinese CATL, da sempre principale produttore di batterie al mondo, non vive giornate serene. A vedere i numeri non si direbbe. Ma l’azienda ha chiuso il terzo trimestre con profitti aumentati del 10,7%: si tratta della crescita più debole fatta registrare dall’inizio del 2022.

Fotogallery: La "Fabbrica di vetro" di Volkswagen a Dresda