Honda raddoppia gli investimenti a supporto della transizione ecologica. La Casa giapponese spenderà infatti oltre 60 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.

A dirlo è stato il ceo Toshihiro Mibe durante una conferenza stampa in cui ha affermato che, rispetto a quanto dichiarato nel 2022, Honda ha deciso di raddoppiare la cifra arrivando a 10 trilioni di yen (gli oltre 60 miliardi di euro di cui sopra) per elettrificazione e software.

Un problema di fornitura

Honda ha affermato che la decisa virata verso l’elettrico è arrivata solo ora perché prima non è riuscita a garantirsi una fornitura adeguata di batterie.

La cosa era risultata particolarmente difficile a causa del fatto che la Casa nipponica, inizialmente, aveva adottato un approccio più timido verso le zero emissioni e, come diversi altri brand con sede nel Paese del Sol Levante, aveva preferito una transizione più graduale.

Prototipo Sony Honda Mobility Afeela 2024

Il prototipo elettrico prodotto da Sony e Honda

“Per quanto riguarda lo sviluppo di software di nuova generazione – ha dichiarato Mibe – ci siamo resi conto semplicemente che la strategia definita due anni fa non era sufficiente. Quindi abbiamo aumentato l’investimento in modo considerevole. Il fatto è che dobbiamo lavorare su veicoli software oriented e fino a ora abbiamo prestato più attenzione all’hardware”.

Si parte nel 2026

I frutti di questi sforzi che Honda sta compiendo si vedranno dal 2026, anno in cui la Casa metterà in commercio i primi modelli. L’idea è quella di garantire autonomie di almeno 480 km. Il risultato sarà ottenuto adottando batterie di nuova generazione che saranno ultrasottili e con prestazioni maggiori di quelle attuali. Le auto elettriche che arriveranno dal 2026 avranno anche motori elettrici ultracompatti.

Foto - Honda e:Ny1 - Prova

La Honda e:Ny1, SUV elettrico in procinto di arrivare sul mercato

Questa soluzione permetterà di ridurre le spese di produzione delle auto elettriche di circa il 35% rispetto a oggi. La Casa lancerà 7 modelli elettrici entro la fine del decennio, in questo modo Honda dovrebbe tornare a sfruttare appieno tutta la forza lavoro. Solo questa settimana, Honda ha dovuto fare i conti con 1.700 esuberi causati dalla fortissima concorrenza da parte dei brand cinesi che, anche in Giappone, stanno conquistando discrete quote di successo.

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