A una settimana dalle elezioni nel Regno Unito per il rinnovo della Camera dei Comuni, la divisione locale di Stellantis minaccia: il Governo introduca nuovi incentivi all’acquisto di auto elettriche o il gruppo fermerà la produzione oltremanica.

È l’amministratrice delegata Maria Grazia Davino a tuonare su Londra, puntando il dito contro le politiche inglesi che prevedono non solo lo stop alla vendita di nuovi veicoli endotermici nel 2035, ma anche una serie di obiettivi intermedi, compreso quello per ogni costruttore di portare la quota di mercato dei full electric al 22% già quest’anno, a pena di multa.

L’ultimatum

Difficile o addirittura impossibile – secondo l’azienda – rispettare il mandato nel 2024, almeno con questi presupposti. Ecco perché l’ultimatum all’Esecutivo britannico: tempo massimo 1 anno e, poi, la società italo-francese prenderà la decisione definitiva.

Tesla Model S recharging on the street in London

Tesla Model S a una colonnina di ricarica londinese

“Stellantis UK non si ferma, ma la produzione potrebbe”, le parole in conferenza stampa dell’a.d. locale, che chiede l’approvazione di bonus agli automobilisti, oltre che più impegno sulle installazioni delle colonnine di ricarica, in un Paese dove, al momento, i contributi sono appannaggio esclusivo delle flotte aziendali.

Il piano B

In mancanza di maggiori sostegni economici e come alternativa al pagamento delle sanzioni pecuniarie, l’azienda ridurrebbe il numero delle vetture a combustione che escono dalle catene di montaggio, così da aumentare indirettamente la percentuale delle auto elettriche. Ma Stellantis spera sempre nel piano A: più aiuti da Londra.