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Il cavo sottomarino più lungo al mondo per trasportare le rinnovabili

Collegherà Marocco e Regno Unito per 3.800 km sotto l'acqua, con l'obiettivo di alimentare le case britanniche

Cavo sottomarino Marocco - UK

L'energia solare è utile. Permette a tutti i Paesi di ricavare elettricità in maniera pulita e da una fonte praticamente eterna, parlando di tempi quantificabili. Tutto molto bello, certamente, ma con un grande problema: il fotovoltaico non funziona appieno nelle giornate nuvolose o, per parlare in termini più scientifici, nelle giornate con una bassa radiazione solare.

Il problema potrebbe non sembrare così grave nei Paesi sud-europei, come per esempio l'Italia, la Spagna o la Grecia, dove le giornate di pieno Sole sono ogni anno di più rispetto a quelle piovose.

Considerando invece i territori nord-europei, la situazione è opposta. A tal proposito il Regno Unito, per risolvere questo "fastidio", ha escogitato una soluzione del tutto innovativa: "comprare" l'elettricità altrove, più precisamente in Marocco, trasportandola in patria per mezzo di un cavo sottomarino lungo 3.800 km.

Il più lungo al mondo

Il nuovo cavo che collegherà il Paese africano, posto esattamente davanti le coste del territorio britannico d'oltremare Gibilterra e le coste inglesi, una volta terminato, sarà il più lungo al mondo sottomarino.

Per evitare problemi burocratici con altri Paesi europei, infatti, il Governo londinese ha scelto di posarlo interamente sul fondo del Mar Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico, in acque internazionali e senza toccare il "terreno" di qualsiasi altra Nazione (come per esempio la Spagna o il Portogallo).

Si tratta di un vantaggio non da poco, che a conti fatti permetterà di sopperire in pieno alla mancanza di energia elettrica rinnovabile sulle isole britanniche, aiutando perfino nella realizzazione del prezioso idrogeno verde.

Il progetto del cavo sottomarino dal Marocco al Regno Unito

Parlando specificamente di numeri, il cavo realizzato dall'azienda internazionale Xlinks sarà in grado di trasferire 10,5 GW di energia elettrica, realizzata attraverso impianti solari ed eolici, fornendo un quantitativo pari a 3,6 GW di energia elettrica, per una media di oltre 20 ore consecutive al giorno.

Come detto, infatti, il progetto è stato voluto perché i pannelli solari nel territorio africano sono in grado di generare poco più del triplo dell'energia che sarebbero in grado di generare nello stesso tempo nel Regno Unito (a causa delle nubi), soprattutto nel periodo compreso tra gennaio e marzo.

Una volta completato, entro il 2023, fornirà energia pulita a oltre 7 milioni di case britanniche, pari a circa l'8% del fabbisogno di elettricità dell'intero arcipelago.

Il cavo sottomarino

C'è anche un accumulatore

Abbiamo detto che il progetto è uno di quelli più ambiziosi a livello europeo. Questo perché oltre al cavo, composto a sua volta da quattro cavi paralleli, sarà dotato anche di un enorme accumulatore (batteria) posizionato in una struttura situata sulle coste marocchine.

Si tratta di un modo per garantire una fornitura stabile nel corso del tempo, senza essere soggetta a strani e fastidiosi picchi di tensione. Il totale dei 10,5 GW di cui abbiamo parlato, infatti, sarà ricavata in gran parte da un parco fotovoltaico di 1.500 km quadrati e 3,5 GW da energia eolica.

Il tutto, prima di essere inviato al Regno Unito, passerà per il gigantesco pacco batterie da 20 GWh (pari a 5 GW costanti di stoccaggio). L'energia elettrica giungerà ad Alverdiscott nel Devon, e da qui sarà poi redistribuita in tutti i territori. Xlinks ha stimato che il costo totale del progetto sarà compreso tra 20 e 22 miliardi di sterline (23-25,5 miliardi di euro) e creerà quasi 10.000 posti di lavoro in Marocco.