Cinesi a caccia dell'Europa: ora tocca al brand premium Hongqi
Di proprietà di FAW Group, porterà 12 modelli di auto elettriaca in 5 anni. Si parte entro l'anno con una berlina e un SUV
Continua l’espansione in Europa delle Case cinesi. Questa volta tocca al brand di lusso Hongqi, di proprietà di FAW Group, uno dei costruttori storici provenienti dal Paese del Dragone, che ha iniziato la propria attività già negli Anni '50 (non per niente la sigla sta per First Automotive Works).
Presentato in via ufficiale a Goodwood, il brand Hongqi attualmente vende soltanto un’auto, il SUV di grosse dimensioni E-HS9 in Norvegia e in qualche altro mercato secondario del Nord Europa. Ma ora annuncia piani ben più ambiziosi.
12 modelli in 5 anni
Hongqi ha fatto sapere che ha avviato un piano di espansione nel Vecchio Continente che porterà il brand su tutti i mercati con una gamma di ben 12 modelli, in vendita nei prossimi 5 anni.
Saranno elettrici o ibridi plug-in. Il gruppo dovrebbe iniziare con una berlina elettrica di medie dimensioni EH7 – verrebbe quasi da usare un’espressione abbastanza inflazionata e dire che sia l’ennesima rivale della Tesla Model 3 – e con un SUV (una sorta di Model Y, tanto per restare sul tema) chiamato EHS7.
I due modelli arriveranno in concessionaria entro la fine del 2024.
Il confronto con le tedesche
Hongqi, che è il più antico marchio cinese di auto (risale al 1958) ha scelto il Goodwood Festival of Speed per dare l’annuncio non solo perché si tratta di una vetrina prestigiosa, ma anche perché ha voluto mettere l’accento sul fatto che le sue auto sono a pari livello, se non meglio, con quanto siano in grado di offrire prestigiosi costruttori europei come BMW, Audi o Mercedes.
Giles Taylor, designer con un passato in Rolls-Royce e insieme a Hongqi dal 2018, ha detto ad Automotive News Europe che la Cina non è più un Paese che si limita a copiare quanto di buono fatto da altri, ma che ha ormai sviluppato tecnologie e personalità proprie.
Il problema, al momento, riguarda il fatto che i modelli in vendita, essendo Premium, avranno prezzi compresi tra i 60.000 e i 100.000 euro. E questo senza considerare i dazi che innalzeranno i listini del 20%. Al momento i vertici aziendali si chiedono se assorbire internamente la tassa per restare competitivi o se ribaltare la spesa sui clienti. L’obiettivo, in ogni caso, è di arrivare a vendere tra le 30.000 e le 50.000 vetture da qui alla fine del decennio.
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