E se il segreto delle batterie del futuro fosse nel niobio?
In Brasile inaugurata la più grande fabbrica di materiale anodico rivoluzionario: per una ricarica completa bastano 5 minuti
E se le batterie del futuro avessero anodi in niobio? Già, al momento lo standard è la grafite, ma ci sono aziende che stanno investendo molto sul silicio. Oggi Echion e CBMM, due aziende che lavorano con questo nuovo materiale che promette caratteristiche uniche, hanno inaugurato il primo stabilimento di produzione di massa di materiali anodici attivi con alta percentuale proprio di niobio.
Lo stabilimento ha sede a Araxà, in Brasile, e promette di produrre 2.000 tonnellate all’anno di questo materiale anodico chiamato XNO. Si tratta di una quantità tale che consentirà di realizzare circa 1 GWh di celle agli ioni di litio all’anno.
Tutti i vantaggi del niobio
Le batterie con anodo in XNO hanno il vantaggio di caricarsi rapidamente, di avere un’elevata densità energetica e di essere anche molto sicure. Inoltre, secondo le stime di Echion e CBMM, l’uso di niobio può allungare la vita delle celle anche oltre i 10.000 cicli.
Per questo motivo, le batterie di questo tipo sono considerate particolarmente adatte per alcuni tipi di veicoli come i camion, gli autobus o i mezzi da cava e cantiere. Mezzi di trasporto, insomma, che vengono utilizzati per molte ore al giorno tutti i giorni. Ma le batterie con anodi in niobio potrebbero in futuro trovare applicazione anche sulle auto elettriche. In questo senso, non mancano già i primi esperimenti sul tema.
Una ricarica davvero ultrafast
Tra le aziende che lavorano nel campo delle batterie al niobio c’è la britannica Nyobolt, che grazie alla collaborazione con la connazionale Callum e con l’intervento anche di Julian Thomson, designer che ha dato forma alla Lotus Elise, ha presentato un prototipo di auto sportiva in grado di ricaricarsi in soli pochissimi minuti.
Nyobolt EV, la prima auto elettrica con batterie al niobio
Anni fa anche Toshiba aveva annunciato di aver iniziato a studiare questa tecnologia per capirne il potenziale. E intorno al niobio l’interesse è effettivamente crescente perché si tratta di un materiale che è abbastanza facile da trovare (il 98% si trova in Brasile) e da estrarre e consente alle batterie di funzionare bene anche a temperature elevate.
Il problema principale riguarda però il costo. Il Niobio ha un prezzo che si aggira intorno ai 379 euro al kg. La grafite costa meno di 50 euro al kg. Ma se la tecnologia farà progressi e si diffonderà, il maggiore esborso economico potrebbe essere ammortizzato almeno in parte così da giustificare i vantaggi evidenti di questo tipo di batterie sulle normali celle agli ioni di litio.
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