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Northvolt porta i libri in tribunale. Ma può ancora salvarsi

L'azienda svedese delle batterie apre la procedura di bancarotta negli USA. Così prende tempo e prova a mettersi la crisi alle spalle

Impianto Northvolt

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

22 nov 2024 alle 10:25

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Northvolt, alla fine, ha dovuto presentare istanza di fallimento negli Stati Uniti. È un colpo durissimo per la più grande azienda di batterie d'Europa. Anzi, è un colpo durissimo per l'intero comparto del Vecchio Continente, che in Northvolt aveva visto la possibilità di recuperare il ritardo e competere alla pari sul panorama internazionale.

La società svedese, invece, dopo mesi di crisi sempre più profonda, ha presentato istanza di Chapter 11 (la bancarotta americana) presso un tribunale del Texas. A differenza di quanto accade in Italia, questa procedura statunitense consente a Northvolt di proteggersi dai creditori e di continuare le operazioni nella speranza di risanare il bilancio.

Si prova ad andare avanti

Northvolt ha fatto sapere che la sua fabbrica principale, quella di Skelleftea, proseguirà nelle attività. "L'azienda continua a produrre e a consegnare ai clienti - si legge in una nota ufficiale - e adempierà ancora ai propri obblighi verso i fornitori. Anche gli stipendi dei dipendenti, per ora, sono garantiti".

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Inoltre, sul sito internet dell'azienda è comparsa questa comunicazione: "Northvolt Germany e Northvolt North America, sussidiarie di Northvolt AB con progetti in Germania e Canada, sono finanziate separatamente e continueranno a operare normalmente al di fuori del processo del Capitolo 11 come parti fondamentali del posizionamento strategico di Northvolt".

L'azienda ha affermato che vuole provare a portare a termine anche il progetto da 7 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo impianto produttivo in Canada, che dovrebbe ricevere forti contributi da parte del Governo di Ottawa e degli enti locali. La speranza, dunque, è che con la dichiarazione di bancarotta trovi le forze per risalire una volta per tutte la china degli ultimi mesi.

La disperata ricerca di liquidità

Ma allora era necessario portare i libri in tribunale? Sì. Il procedimento giudiziario avviato in Texas permette infatti a Northvolt di avere accesso a circa 145 milioni di dollari (139 milioni di euro) in contanti e di poter sfruttare i vantaggi dell'amministrazione straordinaria. 

 

In molti, in effetti, si aspettavano che Northvolt si rivolgesse a un tribunale americano. L'azienda, mesi fa, ha iniziato a parlare di ritardi e di crisi di liquidità. Così ha deciso progressivamente di chiudere un centro di Ricerca e Sviluppo situato in California e di rivedere i propri piani di espansione. Nella speranza di rimettere i conti in ordine ha anche tagliato posti di lavoro. Ma i soldi non erano comunque sufficienti. 

Così, nelle ultime settimane, i vertici di Northvolt hanno intrapreso fitti colloqui con finanziatori, azionisti e clienti cercando di trovare la quadra su una manovra da 300 milioni di euro necessaria per traghettare l'azienda verso un futuro a lungo termine meno turbolento. Purtroppo l'accordo non è stato trovato e si è deciso quindi di dichiarare fallimento.

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