Svolta per GM: finalmente l'auto elettrica porta soldi
Nel 2024, le vetture a batterie sono diventate "redditizie" in casa General Motors
Il 2024 rappresenta una pietra miliare nella storia di General Motors. Oltre all'utile netto da 6 miliardi di dollari, i risultati del costruttore riportano numeri "in attivo" alla voce "vendite di veicoli elettrici".
Significa che, per la prima volta, GM guadagna più di quanto spende nella produzione degli EV. Finora non era stato così, a causa di costi fissi come manodopera e materiali. Lo spiega l'agenzia Reuters, dove però si legge che le cifre non tengono conto di altre voci di spesa, come la costruzione delle catene di montaggio.
Il caso Tesla
Ma facciamo un passo indietro. Generalmente le auto elettriche non sono redditizie per le Case, almeno nelle fasi iniziali. La colpa è dei costi di ricerca e sviluppo e di quelli di produzione delle batterie, i componenti più importanti degli EV e la cui catena di approvvigionamento è ancora legata alla Cina.
Per fare un esempio, Tesla non ha registrato utili annui fino al 2020. Quindi, man mano che le scale di produzione migliorano, i costi si riducono.
Un 2025 migliore
Oltre alla redditività, General Motors ha poi altre buone notizie: "Abbiamo raddoppiato la nostra quota di mercato elettrico grazie all'aumento della produzione", le dichiarazioni della ceo Mary Barra in una lettera agli azionisti. Nel 2024, GM ha consegnato circa 114.000 vetture a batterie negli Stati Uniti e detiene ora il 13% del mercato americano delle zero emissioni.
Guardando invece al prossimo futuro, nel 2025 arriveranno nuovi modelli, soprattutto per Cadillac, che aggiungerà i SUV Escalade IQ, Optiq e Vistiq . "Puntiamo inoltre a migliorare ulteriormente la redditività dei veicoli elettrici", aggiunge la numero 1.
Occhio però ai venti contrari
Ma mai fare i conti senza l'oste. GM e altre Case statunitensi dovranno infatti vedersela coi venti contrari che spirano da Washington DC, con una serie di nuove e più restrittive politiche sull'auto elettrica previste dalla seconda amministrazione Trump, all'opera per cancellare il lavoro del predecessore Joe Biden, a cominciare dai crediti d'imposta.
"Naturalmente c'è incertezza sui regolamenti commerciali, fiscali e ambientali e noi siamo stati proattivi con il Congresso e l'amministrazione - prosegue Barra -. Nelle nostre conversazioni abbiamo sottolineato l'importanza di un settore manifatturiero forte e della leadership americana nelle tecnologie avanzate. È chiaro che abbiamo molti punti in comune e apprezziamo il dialogo".
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