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Autonomia in autostrada: il test dell’auto elettrica più economica d’America

La nuova Bolt EV ha una percorrenza stimata di 422 km. Ma i numeri cambiano ad alta velocità

Chevrolet Bolt EV (2027)
Foto di: EV Motoring (YouTube)

La Chevrolet Bolt è sempre stata un’auto elettrica solida e conveniente per gli spostamenti di tutti i giorni, ma non adatta ai lunghi viaggi su strada, soprattutto a causa della capacità di ricarica limitata a 55 kilowatt (kW).

Or la domanda è: la rinnovata Chevrolet Bolt EV 2027 è meglio? General Motors ha fatto un ottimo lavoro nel rinnovare profondamente la vecchia Bolt EUV, dotandola di una batteria al litio ferro fosfato (LFP) più resistente e meno costosa, di una velocità di ricarica più elevata e di tutte le più recenti tecnologie di bordo.

Con un prezzo base di circa 26.800 euro (28.995 dollari, spese di consegna incluse) e un’autonomia dichiarata in ciclo EPA di circa 422 km, è difficile sbagliare scegliendo la nuova Bolt EV se si cerca un’auto elettrica agile ed efficiente per l’uso urbano. Il punto è che i dati EPA vengono calcolati su un mix di guida urbana e autostradale. Se si vuole capire davvero come un’auto elettrica si comporti nel pendolarismo quotidiano in autostrada o a velocità sostenute, solo i test nel mondo reale possono fare chiarezza.

Fortunatamente, Joe, del canale YouTube EV Motoring, ha messo le mani su una Bolt EV LT 2027 base ed effettuato un rapido test di autonomia in autostrada, offrendo un’idea più concreta delle prestazioni dell’auto elettrica più economica d’America.

Con la batteria completamente carica, il conducente è partito in autostrada mantenendo una velocità costante di circa 121 km/h (75 mph). La temperatura esterna era quasi perfetta, circa 22 °C, con vento praticamente assente. Con il 50% di batteria rimanente, l’auto aveva percorso 154 km e stimava di poter percorrere altri 188 km prima di esaurire l’energia.

Con appena il 7% di batteria residua, la Bolt EV 2027 aveva percorso circa 295 km, con un’efficienza media di circa 5,4 km/kWh (equivalente ai 2,9 mi/kWh originali). Successivamente sono stati percorsi altri 22 km su strade urbane, portando il totale a circa 317 km con una carica.

Si tratta di una differenza del 24,8% rispetto all’autonomia ufficiale, ma questo dato va contestualizzato.

Prima di tutto, la procedura EPA considera guida sia urbana che autostradale ed è noto che le auto elettriche consumano meno energia a velocità più basse. Questo porta al secondo punto: la velocità del test. In genere i test di autonomia in autostrada per le auto elettriche vengono effettuati a una velocità costante di circa 113 km/h (70 mph). In questo caso, però, il tester ha scelto di mantenere una velocità più elevata di 121 km/h, perché è quella tipica sulle autostrade del Midwest americano.

E se c’è qualcosa che riduce drasticamente l’autonomia di un’auto elettrica, è proprio la velocità: più si va veloci, più rapidamente la batteria si scarica.

Per fare un confronto, la Chevy Bolt EUV della generazione precedente, su cui si basa la nuova Bolt EV, utilizzava una batteria da 65 kWh ricca di nichel: parliamo della stessa capacità della nuova versione, che però utilizza una chimica diversa. È logico pensare che la nuova Bolt EV potrebbe ottenere risultati simili se guidata a una velocità più bassa.

Inoltre c’è un altro aggiornamento importante che rende la nuova Bolt molto più adatta all’autostrada rispetto alla precedente. Con una potenza di ricarica di picco di 150 kW, la Bolt EV 2027 impiega solo 26 minuti per passare dal 10% all’80% di batteria, mentre la vecchia Bolt impiegava più del doppio del tempo.

In più, la chimica LFP consente ai proprietari di ricaricare regolarmente fino al 100%, sfruttando completamente la capacità della batteria. Con le batterie non LFP, invece, la raccomandazione è di fermarsi normalmente all’80% e arrivare al 100% solo quando necessario, per preservare le celle.