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Wallbox: come scegliere fra ricarica lenta, veloce o bidirezionale

Qualche consiglio sulla scelta della wallbox, anche per chi ha il fotovoltaico sul tetto

Wallbox Delta AC Max Basic

Foto di: ADAC e. V.

Di: Dr. Stefan Leichsenring

Tradotto da: Eleonora Lilli

29 mar 2025 alle 07:00

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L'auto elettrica viene spesso ricaricata a casa invece che alle colonnine veloci. In linea di principio, è possibile caricarla anche da una normale presa domestica, anche se l’impianto elettrico della casa deve essere adeguato, altrimenti cavi e prese possono surriscaldarsi.

Aggiungiamo altri due motivi a sfavore della ricarica tramite presa domestica: la maggior parte delle prese sono protette con fusibili da 10 ampere, il che consente una potenza massima di ricarica di 2,3 kW a 230 volt. Per un’auto con una batteria da 80 kWh, la ricarica richiederebbe quindi circa 35 ore (80 kWh / 2,3 kW). Un altro problema sono le perdite di carica: secondo un test dell’ADAC, le perdite possono arrivare fino al 30% con una presa domestica, mentre con una wallbox sono significativamente inferiori.

Ma quali tipi di wallbox esistono e a cosa bisogna fare attenzione quando se ne acquista una?

Meglio corrente alternata o continua?

La scelta è semplice: le wallbox per uso domestico funzionano quasi sempre con corrente alternata (AC). La potenza di ricarica standard è solitamente di 11 kW, a volte anche 22 kW. Con corrente continua (DC) si possono raggiungere potenze superiori, e le wallbox DC arrivano spesso a circa 50 kW, ma costano diverse migliaia di euro, rendendo l’acquisto poco conveniente.

Per le wallbox AC, il valore standard è 11 kW (trifase). Le wallbox da 22 kW sono supportate solo da alcune auto elettriche e devono essere approvate dal gestore della rete elettrica. Convengono solo se si ha una batteria grande che si scarica spesso e si vuole ricaricare completamente durante la notte.

Esempi:

Quale wallbox scegliere con un impianto fotovoltaico?

Se si ha un impianto solare sul tetto, conviene usare l’energia autoprodotta per caricare l’auto, riducendo i costi. In particolare, è utile la ricarica con energia in eccesso, che utilizza solo l’energia solare non consumata in casa. Questa opzione è vantaggiosa perché usare direttamente l’energia solare è più economico che accumularla in batterie.

Per farlo, serve un sistema di gestione energetica in grado di rilevare quando l’auto può essere caricata e di indirizzare l’energia in modo appropriato. Un’utile funzione è il cambio di fase, che consente di passare automaticamente dalla ricarica su tre fasi alla ricarica su una fase.

Il vantaggio? Una wallbox tradizionale da 11 kW inizia a caricare l’auto solo se ci sono almeno 4,2 kW di energia solare in eccesso, mentre con il cambio di fase bastano 1,4 kW. Ciò significa che l’auto si caricherà più spesso con energia solare invece che con energia costosa dalla rete.

La ricarica bidirezionale

Con la tecnologia Vehicle to Home (V2H), la batteria dell’auto potrebbe essere usata come accumulo per l’energia solare domestica, rendendo possibile compensare picchi di consumo o blackout.

Con la Vehicle to Grid (V2G), invece, si potrebbe persino rivendere l’energia alla rete elettrica. Tuttavia, questa tecnologia è ancora agli inizi e standard adeguati per ridurne i costi non arriveranno prima del 2027 o 2028.

Altre considerazioni da tenere a mente

Chi desidera installare la wallbox all'esterno dovrebbe scegliere un dispositivo resistente alle intemperie. Se il luogo è accessibile al pubblico, deve inoltre essere previsto un sistema di protezione contro l'uso non autorizzato.

Di solito, non c'è bisogno di preoccuparsi del tipo di spina: la presa di tipo 2 (parte del CCS-Combo tipo 2) è lo standard da anni, mentre le auto elettriche con spina tipo 1 o con presa ChaDeMo sono rare. Chi desidera caricare entrambe le tipologie di auto dovrebbe fare attenzione affinché il cavo non sia fissato saldamente alla wallbox.

Un'alternativa alle wallbox fisse sono i dispositivi mobili, come il Juice Booster. Questi possono essere utilizzati con numerosi adattatori anche su prese di ricarica particolari, come quelle industriali rosse. La potenza di carica dipende dalla presa di corrente; in linea di massima, anche qui è possibile raggiungere fino a 22 kW. Il prezzo di questi dispositivi è simile a quello delle wallbox normali, che vanno da circa 400 a 1.500 euro.

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La nostra immagine di copertina mostra la wallbox Delta AC Max Basic, vincitrice del test delle wallbox effettuato dall'ADAC.

Fonte: n-tv.de

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