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Auto elettriche economiche in stile Giappone? I dubbi dell’Europa

Proposte da Stellantis e Renault come nuova categoria di veicoli, non rispetterebbero gli standard di sicurezza

Nissan Sakura

Si chiamano kei car, parlano giapponese, sono super compatte dal prezzo piuttosto basso e, secondo Stellantis e Renault, potrebbero salvare l’Europa dei veicoli elettrici. La proposta delle Case è semplice, sulla carta: visto che le auto del nostro continente costano tanto a causa dei numerosi dispositivi di sicurezza, l’Ue dovrebbe introdurre una categoria (M0) di vetture piccole con meno tecnologie a bordo e, perciò, listini più bassi.

Lanciata precisamente dal presidente John Elkann e dal dimissionario ceo Luca de Meo, l’idea sarebbe già in discussione ai piani alti di Bruxelles, dove le kei car verrebbero ribattezzate e-car. Ma c’è un problema: ridurre gli standard di sicurezza non è affatto facile. Vediamo.

Europa scettica

Stando a quanto riporta Automotive News Europe (ANE), Elkann e De Meo avrebbero messo nel mirino il regolamento europeo che impone dispositivi come airbag laterali, sensori di sonno, avviso di superamento della corsia e crash test approfonditi.

Nissan Sakura

La Nissan Sakura è un esempio di kei car giapponese, categoria dove rientrano veicoli lunghi massimo 3,4 metri, larghi non più di 1,48 metri, con motore da massimo 64 CV di potenza e cilindrata di non oltre 660 cc. Con 4,4 milioni di unità, hanno rappresentato il 40% del mercato 2024 nel Paese del Sol Levante 

Tutti questi dispositivi aumenterebbero i prezzi delle auto di circa 850-1.400 euro e – secondo le lobby a Bruxelles – sarebbero parzialmente inutili in veicoli come le kei car, progettate per circolare in città, dove – per esempio – non servono tecnologie contro le collisioni ad alta velocità. Fonti sentite da ANE fanno però sapere che difficilmente la richiesta verrà accolta. Troppi i rischi da correre.

C’è poi un altro nodo da sciogliere: la concorrenza con la Cina. Diversi costruttori del Paese stanno sbarcando in Europa proponendo auto elettriche non solo piccole ed economiche, ma anche molto sicure, con 5 stelle EuroNCAP in dote. Allentare le norme comunitarie ridurrebbe gli standard delle kei car europee. A quel punto, davvero gli automobilisti del nostro continente comprerebbero veicoli dal prezzo uguale ma meno sicuri?

Quanto valgono le kei car

Eppure vetturine del genere farebbero un gran bene al nostro mercato. Ricordano infatti gli esperti che i veicoli compatti rappresentano solo il 5% delle vendite in Europa, contro il 50% circa degli anni ’80. Standard & Poor’s sostiene che iniziative come quella di Stellantis e Renault, se approvate, porterebbero le immatricolazioni a 600.000 unità entro il 2030, con un market share del 20%.