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Le auto ibride plug-in hanno i giorni contati: il futuro è elettrico

La tecnologia PHEV non può migliorare molto ed è complessa e costosa. In più, nel prossimo anno, cambiano i criteri di omologazione

Mercedes EQ Power, le ibride Plug-in della Stella

Attualmente, molti automobilisti che non si sentono pronti per l'auto puramente elettrica virano su tecnologie alternative come l'ibrido plug-in. E infatti in Europa, nel primo quadrimestre del 2025, le vendite di auto PHEV sono aumentate dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Ma quanto possono crescere ancora i numeri? Poco, almeno stando a quello che dichiarano molte Case automobilistiche, che stanno affermando con sempre più convinzione come questa tecnologia abbia ormai raggiunto la maturità. Tale che non conviene più sostenere investimenti ingenti perché non può offrire un aumento di prestazioni considerevole. A patto che non si aumentino di molto complessità e costi di produzione.

Una tecnologia troppo costosa

Il giudizio sui limiti dei powertrain plug-in è emerso con chiarezza all'Automotive News Europe Congress. Le vetture PHEV moderne sono in grado di percorrere oltre 100 km in modalità esclusivamente elettrica. Alcune arrivano a quasi 200 km. Ma alzare di molto queste percorrenze non ha senso. Servirebbero batterie più grandi, che significano maggiori costi, sia per la batteria in sé sia per i componenti aggiuntivi che richiede. A che pro? Per abbassare i livelli di emissioni? Meglio l'elettrico puro, a questo punto.

Lexus NX450h+ PHEV

Lexus NX450h PHEV

Foto di: InsideEVs

Da una parte, quindi, i dati di vendita aumentano. Ma gli investimenti per realizzare l'attuale gamma PHEV sono già stati sostenuti dai costruttori, che ora preferiscono indirizzare la ricerca in altre direzioni. Con l'arrivo di batterie più performanti sia in termini di densità energetica che in termini di velocità di ricarica, le auto elettriche costeranno meno e faranno meno paura agli automobilisti.

C'è anche un problema di normativa

Investire sulla tecnologia ibrida plug-in non è remunerativo anche per un altro motivo. In Europa, da quest'anno, le nuove PHEV lanciate sul mercato saranno sottoposte a nuovi test WLTP che mirano a fotografare in modo più accurato il reale utilizzo di questo tipo di veicoli. Si prevede che così facendo i valori di emissioni di CO2 omologati saranno circa doppi rispetto agli attuali, perché molti automobilisti usano fanno solo il pieno di benzina, senza ricaricare le batterie.

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Foto di: Mercedes-Benz

E anche i veicoli PHEV già in circolazione saranno sottoposti a questo nuovo test di misurazione dal 1° gennaio 2026. Quindi, se in questo momento le auto dotate sia di motore termico sia di ricarica esterna possono risolvere alcuni problemi sulle emissioni alle varie Case, già dal prossimo anno per rispettare i limiti imposti dall'Ue sarà più efficace incrementare le vendite di elettriche pure.

Senza dimenticare che nel 2028 in Europa le regole cambieranno nuovamente, diventando ancora più stringenti. Questo significa che tra tre anni vendere auto ibride plug-in sarà ancora meno interessante. E poi, da quell'anno dovrebbero comparire sul mercato le prime vetture con batteria allo stato solido. Insomma, l'elettrico farà un enorme balzo in avanti e supererà tutta una serie di elettrificazioni "intermedie" che ora sembrano in salute, ma che hanno, secondo l'opinione comune, i giorni contati.