La proposta svizzera: tassare le auto elettriche dal 2030
L’idea è di compensare il calo dei tributi dovuto alla riduzione di veicoli termici. Le ipotesi sul tavolo sono due
Stop alle vendite di veicoli a benzina e diesel? Prima o poi succederà, anche senza obblighi normativi come quello previsto dall’Unione europea per il 2035 (e tornato in discussione, soprattutto su richiesta del Governo italiano).
Ma cosa succederà alle casse dei vari Stati quando, in un futuro vicino o lontano, tutte le auto in strada saranno elettriche? Più precisamente: come farà l’erario a tassare alcune voci che oggi sono a carico delle vetture a combustione?
Tasse a km o kWh
L’interrogativo è probabilmente lo stesso che si è posto il Consiglio federale svizzero, arrivando a una soluzione (anzi, a una proposta): dal 2030, gli automobilisti a batterie dovranno pagare più tributi di oggi.
Il testo, ancora da discutere, precisa che l’aumento nasce proprio per compensare il calo delle tasse dovuto all’elettrificazione. Le ipotesi al vaglio sono due, riportate dalla testata locale SwissInfo: “Tassare il numero di chilometri percorsi”, secondo il principio “più pesante è il veicolo, maggiore sarà la tariffa”, oppure prevedere una “tassa sull’elettricità utilizzata per ricaricare il veicolo”, da applicare con “un’aliquota di 22,8 centesimi/kWh indipendentemente dal tipo di veicolo”, che “verrà riscossa presso le stazioni di ricarica”.
Se ne parla in Italia
Un’idea simile era stata avanzata anche in Italia, dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “Pensate all’effetto che l’elettrificazione avrà sullo spostamento delle accise del carburante alle nuove forme di alimentazione”, le parole pronunciate all’Automotive Dealer Day di maggio 2024.
“Non si tratterà solo di una riduzione del gettito, ma di una sua traslazione. Il Mef ha già iniziato a lavorare, anche in considerazione dell’aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici”.
Da allora, però, nessun aggiornamento. Solo un assist alla misura da parte del presidente di Unem, Gianni Murano, che due mesi dopo l’uscita di Giorgetti aveva dichiarato: “Con 4 milioni di auto elettriche in Italia nel 2030 verrebbero a mancare 1 milione di tonnellate di carburanti e circa 3,8 miliardi di introiti dalle accise”.
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