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Abbassare i prezzi e non solo: cosa serve alla ricarica in Italia

Motus-E presenta un Manifesto con cinque proposte per migliorare il pieno delle auto elettriche: eccole

Ricarica auto elettrica

Foto di: Motus-E

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

30 ott 2025 alle 15:30

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Fanalino di coda in Europa, l’Italia dell’auto elettrica può ancora recuperare il gap con gli altri grandi mercati del continente. Ma solo seguendo una ricetta molto precisa. A dettarla è Motus-E, l’associazione che riunisce le imprese italiane del settore, durante un incontro con Istituzioni e addetti ai lavori.

Riassunte in un Manifesto intitolato “Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese”, le proposte sono cinque:

Ricarica in autostrada con Free To X e Ionity

Una stazione di ricarica in autostrada

Foto di: InsideEVs

Altro che 2035

“Il settore della ricarica attrae investimenti, crea occupazione e rappresenta un fattore abilitante imprescindibile per lo sviluppo nazionale della nuova mobilità – commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi –, “eppure, è costretto a misurarsi con enormi criticità, riconducibili alla frammentazione delle competenze normative tra le Istituzioni, a iter autorizzativi farraginosi e diversi in ogni Comune, alle difficoltà incontrate per la copertura della rete autostradale e alla presenza di tariffe regolate che rendono impossibile abbassare i costi di ricarica a beneficio degli automobilisti.

Questo manifesto nasce per fornire a Istituzioni e imprese una piattaforma tecnica dettagliata da cui prendere le mosse per intervenire con urgenza su 5 punti indispensabili per accompagnare la transizione tecnologica dei trasporti, e per contribuire a scongiurare che l’Italia diventi un Paese di Serie B per il mercato automobilistico, con ripercussioni industriali e sociali potenzialmente drammatiche.

Mentre in Europa si dibatte ancora sul 2035, nel mondo già oggi una nuova auto venduta su cinque è 100% elettrica. Non è più il tempo di discutere sulle date, se vogliamo davvero rimanere competitivi e salvare stabilimenti e occupazione dobbiamo lavorare tutti insieme su una politica industriale europea seria e rivolta all’innovazione. La recente corsa agli incentivi, oltretutto, ha dimostrato in modo molto chiaro l’interesse degli italiani per la mobilità elettrica, che potrà solo aumentare nei prossimi anni grazie alla crescente offerta di modelli sempre più interessanti e concorrenziali in tutti i segmenti”.

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