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Hyundai punta sui robot: cosa succede a lavoratori e prezzi delle auto?
Secondo il gruppo coreano, il lavoro nelle fabbriche cambierà tanto, mentre i listini non godranno di grandi riduzioni

Foto di: Steve Fecht/House of Journalists

Di: Patrick George
Tradotto da: Ezio Notte
7 gen alle 13:00
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Quando Hyundai comprò il gigante della robotica Boston Dynamics, nel 2021, in pochi pensavano che l’obiettivo fosse utilizzare cani meccanici per controllare le saldature nelle fabbriche auto. Oggi, al CES 2026, il gruppo coreano mostra davvero cosa vuole fare coi robot: renderli più simili agli esseri umani e impiegarli nella produzione di veicoli.
L’idea, spiegano i dirigenti, è semplice: più sicurezza, qualità, durata e affidabilità a costi di produzione inferiori.
E non serve essere esperti di robotica per capire che automatizzare la produzione auto a questo livello trasforma radicalmente il lavoro umano o, addirittura, può sostituirlo al 100%. I rappresentanti dell’azienda sono piuttosto diretti: le cose cambieranno, ma non immediatamente.
«Comprendiamo le preoccupazioni legate alla sicurezza del lavoro quando si introducono soluzioni robotiche», dichiara Jaehoon Chang, vicepresidente del gruppo Hyundai Motor.
«Ma come abbiamo dimostrato con la nostra visione di una robotica incentrata sull’uomo, dobbiamo fare la cosa giusta per le persone in termini di collaborazione. E questo probabilmente significa che serviranno più posti di lavoro».

Dimostrazione Hyundai Boston Dynamics
Foto di: Steve Fecht/House of Journalists
Secondo Chang, saranno necessarie figure incaricate di «guidare, supervisionare e mantenere» i robot. «Dobbiamo anche creare ruoli in grado di costruire l’intero ecosistema», aggiunge.
Che tutto questo si traduca davvero in nuova occupazione resta da vedere: dipenderà dalla capacità dell’azienda di raggiungere un obiettivo che sembra uscito da un romanzo di fantascienza. Però, mentre sempre più costruttori si rivolgono alla cosiddetta “intelligenza artificiale fisica” per aumentare la produttività e ridurre i costi, il ruolo del lavoro umano, in un’industria globale da 3.000 miliardi di dollari, è destinato a cambiare profondamente.

Conferenza Stampa Hyundai CES 2026

Conferenza stampa Hyundai CES 2026

Conferenza stampa Hyundai CES 2026
Foto Di: Steve Fecht/House of Journalists
Foto di: Steve Fecht/House of Journalists
L’annuncio di Hyundai è ambizioso: costruire «un sistema di produzione scalabile capace di realizzare» 30.000 robot all’anno dal 2028. Nello stesso anno, il costruttore punta a impiegare il robot umanoide Atlas di Boston Dynamics nello stabilimento Metaplant in Georgia, dove oggi vengono prodotti i modelli Ioniq 5 e Ioniq 9.
Inizialmente, rivelano i dirigenti, Atlas si occuperà di compiti semplici, ma il piano prevede che, entro il 2030, i robot assemblino i componenti, svolgendo attività che per gli esseri umani risultano noiose, ripetitive o addirittura pericolose.
Sul palco del CES, un robot Atlas ha ballato, posato e mosso mani, gambe e corpo in modi impossibili per un essere umano. I responsabili Hyundai ammettono che il modello era controllato a distanza da qualcuno nel backstage, ma precisano che si trattava solo di un prototipo: il robot blu rimasto fermo accanto a lui sarebbe invece il vero modello destinato a entrare nelle fabbriche entro due anni.
La notizia è destinata a rendere nervosi almeno alcuni dei 250.000 dipendenti del gruppo nel mondo, perché lascia intendere che sulle linee di produzione potrebbe servire meno personale umano. Hyundai insiste comunque sul fatto che un’automazione più avanzata possa «garantire ambienti di lavoro più sicuri per i dipendenti», permettendo alle persone di collaborare con le macchine e di dedicarsi a mansioni più complesse e meglio retribuite.
Inoltre, Heung-Soo Kim, vicepresidente esecutivo responsabile della strategia globale, ha sottolineato che l’impiego di robot riguarda le fabbriche di nuova generazione e non i piani occupazionali attuali.

Conferenza stampa Hyundai CES 2026
Foto di: Patrick George
Se Hyundai e Boston Dynamics riusciranno davvero ad automatizzare la maggior parte degli stabilimenti con robot umanoidi, gli automobilisti godranno di qualità e costanza superiori, grazie alla riduzione dell’errore umano nei processi. Ma nessuna grossa riduzione dei prezzi.
«Ci sarà certamente un impatto dovuto all’automazione, ma l’entità non sarà significativa», avverte Juncheul Jung, responsabile della produzione del gruppo. Jung aggiunge che il costo del lavoro rappresenta circa il 5-10% dei costi di produzione di un veicolo.
Hyundai non è comunque l’unica Casa auto a puntare sui robot umanoidi. Tesla sta sviluppando da anni il robot Optimus e ha dichiarato di volerlo impiegare nelle fabbriche, avanzando anche affermazioni ambiziose sul valore economico che potrebbe generare. Anche diversi costruttori cinesi, tra cui Xpeng, hanno intensificato gli sforzi nella stessa direzione.
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