Supercharger e app unica: la strategia per la ricarica di Polestar
Olivier Loedel, Head of Product Software Management di Polestar, racconta vantaggi, limiti e diffusione in Italia
La ricarica pubblica è ancora uno dei nodi centrali per la diffusione dell’auto elettrica in Italia. Non si tratta solo di potenza o numero di colonnine, ma di semplicità, affidabilità e integrazione digitale. Temi che interessano da vicino chi ama l’auto e guarda con attenzione all’evoluzione tecnologica del settore.
Ne ho parlato con Olivier Loedel, Head of Product Software Management di Polestar, marchio svedese di auto elettriche premium nato come spin-off sportivo di Volvo e oggi brand indipendente focalizzato sulla mobilità a batteria. Queste le domande che gli ho rivolto:
- Qual è il principale ostacolo non tecnologico alla ricarica pubblica in Italia?
- Cosa cambia davvero per l’utente con il Plug & Charge?
- Quanto è diffuso e quali limiti vede oggi in Italia?
- Che impatto ha l’integrazione dei Supercharger Tesla sui viaggi lunghi?
- Quanto conta avere tutte le informazioni integrate nell’auto?
- È complesso garantire un’esperienza coerente tra operatori diversi?
- Cosa funziona meglio oggi in Italia e cosa va migliorato?
- Quanto pesa il costo rispetto alla semplicità?
- Come stanno cambiando le abitudini dei clienti italiani?
- Qual è il prossimo salto di qualità per la ricarica pubblica?
Qual è il principale ostacolo non tecnologico alla ricarica pubblica in Italia?
"Nei mercati come l’Italia la barriera principale non è la tecnologia, ma la fiducia. Molti automobilisti non hanno una ricarica domestica e dipendono da quella pubblica, quindi devono poter contare sulla disponibilità reale delle colonnine. L’esperienza cambia molto in base alla facilità di accesso e alla semplicità della routine quotidiana. Sapere che lungo il percorso troverò una stazione funzionante e libera è fondamentale. Per questo abbiamo sviluppato soluzioni come Polestar Charge, che riunisce migliaia di punti in un’unica app integrata con la navigazione di bordo in Google Maps: l’idea è ridurre l’incertezza, ad esempio quando si affronta un viaggio da Milano a Roma e si vuole pianificare ogni sosta con serenità".
Cosa cambia davvero per l’utente con il Plug & Charge?
"Plug & Charge funziona in modo simile a un portafoglio digitale: l’auto autentica direttamente l’utente e comunica con la colonnina compatibile, gestendo in automatico il pagamento. Questo elimina passaggi come l’uso di app diverse, QR code o tessere RFID. Nella pratica, si arriva alla stazione, si collega il cavo e la ricarica parte senza ulteriori azioni. È un’esperienza più fluida, soprattutto quando si viaggia e si vuole ridurre al minimo le operazioni manuali".
Quanto è diffuso e quali limiti vede oggi in Italia?
"Eliminando diversi passaggi del processo tradizionale, Plug & Charge rende l’esperienza più lineare e affidabile. In Italia è già disponibile su oltre 4.500 colonnine, ma rappresenta ancora poco più del 5% dei punti presenti in Polestar Charge. Il limite principale è la diffusione presso gli operatori e la conoscenza della funzione da parte dei clienti. Con una maggiore adozione, diventerà uno standard e l’esperienza sarà sempre più omogenea, ad esempio anche nelle città di medie dimensioni".
Che impatto ha l’integrazione dei Supercharger Tesla sui viaggi lunghi?
"L’integrazione completa dei Supercharger Tesla consente ai nostri clienti di pianificare l’intero viaggio direttamente con Google Maps di bordo e di pagare tramite Polestar Charge. Il sistema calcola il percorso ottimale includendo le soste di ricarica e mostra in tempo reale la disponibilità delle colonnine. Questo significa meno app da consultare e meno incertezze durante un trasferimento lungo, per esempio verso le vacanze estive, dove sapere quante prese sono libere prima di arrivare fa davvero la differenza".
Quanto conta avere tutte le informazioni integrate nell’auto?
"La comodità è una delle principali barriere quando si parla di ricarica pubblica. Integrare disponibilità, pagamento e navigazione in un unico sistema permette al conducente di concentrarsi sulla guida. Evitare di passare da un’app all’altra rende l’esperienza più naturale e vicina a quella di un’auto tradizionale, dove il rifornimento è un gesto semplice e immediato".
È complesso garantire un’esperienza coerente tra operatori diversi?
"Riunire operatori differenti in un’unica piattaforma è una sfida tecnica e organizzativa. Collaboriamo con partner specializzati per offrire un’esperienza coerente nell’app Polestar Charge, indipendentemente dall’operatore. Per l’utente significa non dover scaricare più applicazioni o gestire diverse tessere, ma avere un solo account per cercare, avviare e pagare la ricarica, che si tratti di una colonnina urbana o di una stazione ad alta potenza in autostrada".
Cosa funziona meglio oggi in Italia e cosa va migliorato?
"La rete italiana è cresciuta rapidamente, con oltre 70.000 punti pubblici installati e quasi 10.000 aggiunti nell’ultimo anno. In autostrada ci sono più di 1.200 punti, in larga parte in corrente continua. Questo rende i viaggi lunghi più praticabili rispetto al passato. Tuttavia la distribuzione resta non omogenea, con una maggiore concentrazione al Nord, e l’affidabilità quotidiana varia tra operatori e sistemi di pagamento. Aggregare reti diverse in un’unica piattaforma aiuta a ridurre questa frammentazione, ad esempio per chi vive nel Centro-Sud e trova meno uniformità di servizio".
Quanto pesa il costo rispetto alla semplicità?
"La comodità resta il fattore principale nella scelta di dove ricaricare, ma anche il prezzo ha un ruolo. Con l’abbonamento Polestar Charge uniamo tariffe agevolate e semplicità d’uso, offrendo sconti su decine di reti e su oltre 84.000 punti di ricarica rapida in Europa. Nei viaggi lunghi, questo può tradursi in un risparmio concreto senza rinunciare a un’esperienza lineare".
Come stanno cambiando le abitudini dei clienti italiani?
"In Italia gli utenti registrati a Polestar Charge sono oltre 4.000 e il numero cresce costantemente. I clienti diventano più sicuri nell’utilizzo del servizio e lo usano leggermente di più all’estero rispetto al territorio nazionale. Questo indica una crescente fiducia nella mobilità elettrica anche per viaggi transfrontalieri, ad esempio verso Austria o Francia".
Qual è il prossimo salto di qualità per la ricarica pubblica?
"Mi aspetto una diffusione su larga scala del Plug & Charge anche oltre le colonnine ad alta potenza. Inoltre, sarebbe importante vedere la smart charging estesa agli impianti pubblici. Immaginate un’auto collegata di notte a una colonnina urbana che ottimizza i costi e contribuisce alla stabilità della rete elettrica: sarebbe un vantaggio sia economico per il cliente sia sistemico per la collettività. Per arrivarci serve collaborazione tra costruttori, operatori e aziende energetiche, ma è una direzione concreta su cui stiamo lavorando".
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