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Le batterie delle auto elettriche inquinano? Polestar ricicla di più

Ora le Polestar 2 e 3 utilizzano almeno il 50% di cobalto riciclato

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Ezio Notte Ezio Notte

Di: Ezio Notte

26 mar alle 14:30

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Polestar rafforza la propria strategia di sostenibilità ampliando l’utilizzo di materiali riciclati nelle batterie dei modelli Polestar 2 e Polestar 3, che ora includono almeno il 50% di cobalto riciclato. L’annuncio segna un nuovo passo nel percorso del marchio verso un’economia circolare nel settore automotive, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da materie prime vergini e aumentare la trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento.

Batterie più sostenibili e con ciclo di vita esteso

La strategia di circolarità non riguarda solo l’origine dei materiali ma anche la gestione dell’intero ciclo di vita delle batterie. In collaborazione con i centri batterie di Volvo Cars, Polestar ha avviato programmi di ricondizionamento delle batterie ad alta tensione. Nei casi in cui i veicoli necessitino una sostituzione, ai clienti vengono fornite batterie ricondizionate con uno stato di salute equivalente a quello originale. Questo sistema consente di mantenere il valore del componente più a lungo, riducendo allo stesso tempo l’impatto ambientale complessivo.

Parallelamente, l’azienda sta sviluppando partnership dedicate al riciclo delle batterie in tutti i mercati in cui opera, con l’obiettivo di rispettare i requisiti di responsabilità estesa del produttore e massimizzare il recupero delle materie prime.

Materiali circolari e trasparenza nella filiera

Secondo Fredrika Klarén, responsabile sostenibilità di Polestar, l’elettrificazione deve essere accompagnata da un sistema in cui le risorse restano in uso il più a lungo possibile. Per questo l’azienda sta integrando nei propri modelli materiali riciclati come alluminio e acciaio, tappetini realizzati in poliammide ECONYL® e filati derivati da rifiuti in PET.

Il marchio, con sede a Göteborg, promuove inoltre maggiore trasparenza nel settore automotive: dal 2020 pubblica valutazioni del ciclo di vita (LCA) per ogni modello e comunica apertamente le emissioni di CO₂e lungo la propria catena del valore. Proprio Polestar 2 è stata la prima auto al mondo a utilizzare il tracciamento del cobalto tramite blockchain, stabilendo un nuovo standard per la tracciabilità delle materie prime.

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