BYD inarrestabile: l'obiettivo è 1,5 milioni di auto fuori dalla Cina
La Casa cinese ritiene che nel 2026 riuscirà ad aumentare le vendite in tutto il mondo
La cinese BYD, ormai regina del mercato mondiale dell’auto elettrica, non si lascia scoraggiare dal recente calo delle vendite. Durante una conference call con gli analisti successiva alla pubblicazione dei risultati trimestrali, la Casa si dice “altamente fiduciosa” di riuscire a vendere 1,5 milioni di veicoli fuori dalla Cina nel 2026: si tratta di un obiettivo del 15% superiore rispetto alle 1,3 milioni di unità previste solo gennaio.
BYD ha anche sottolineato che, in futuro, le vendite al di fuori della Cina potrebbero arrivare a rappresentare circa la metà del suo business complessivo.
Questo obiettivo più ambizioso arriva però in un momento difficile per l’azienda. Venerdì BYD ha annunciato un calo del 38% dell’utile netto nel quarto trimestre, superiore alle attese. Inoltre ha registrato una diminuzione del 19% dei profitti sull’intero anno, il primo calo annuale degli utili negli ultimi quattro anni.
Il risultato è dovuto a una concorrenza sempre più intensa, a una domanda interna in rallentamento e a una forte pressione sui prezzi nel mercato domestico. Anche Geely ha venduto più veicoli a livello globale di BYD nei primi due mesi del 2026.
Nonostante ciò, le esportazioni rappresentano un punto luminoso per BYD. Nel 2025 le vendite all’estero sono più che raddoppiate, arrivando a quasi 1,1 milioni di veicoli, pari al 22,7% del totale dell’azienda. Nei primi due mesi del 2026, invece, le vendite internazionali hanno rappresentato circa il 50% del totale.
Tuttavia, far crescere le esportazioni non sarà né economico né semplice. BYD dovrà confrontarsi con requisiti legati alle reti di concessionari, normative, dazi doganali, logistica e fiducia dei consumatori, oltre a numerose altre sfide. L’azienda prevede di espandersi con nuovi stabilimenti produttivi in Ungheria e Turchia, mentre un terzo impianto è attualmente allo studio. BYD ha persino lasciato intendere che potrebbe essere disposta ad acquisire direttamente un costruttore automobilistico tradizionale per facilitare ulteriormente la propria espansione globale.
BYD non è ancora presente negli Stati Uniti, ma sta comunque mettendo sotto pressione le case automobilistiche globali. Il marchio sta già ottenendo risultati positivi in Europa, America Latina e in altri mercati, mentre l’equilibrio di potere nell’industria automobilistica si sposta progressivamente dall’Occidente verso l’Oriente.
La verità scomoda per i costruttori tradizionali è che le barriere commerciali negli Stati Uniti possono fare solo fino a un certo punto. BYD non ha bisogno di vincere in tutti i mercati per rappresentare una minaccia concreta per i profitti dell’industria automobilistica occidentale.
BYD è solo una delle numerose case automobilistiche cinesi che hanno imparato a crescere rapidamente e in modo efficiente, in modi che altri marchi—soprattutto i grandi nomi dell’Occidente—non sono ancora riusciti a padroneggiare. Se BYD continuerà su questa strada, potrebbe diventare un vero e proprio banco di prova per l’intero settore automobilistico globale.
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