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In Italia nascerà una gigafactory di batterie LFP da oltre 8 GWh

Accordo Eni-Seri per la produzione di sistemi stazionari e accumulatori per veicoli industriali

Produzione pilota di batterie a Teverola 1

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

29 mag alle 15:00

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L’Italia delle batterie batte un colpo. C’è la firma sull’accordo tra Eni Industrial Evolution e FIB (gruppo Seri Industrial) per la produzione di celle e moduli al litio-ferro-fosfato (LFP). Il closing entro i prossimi 5 giorni.

Il progetto – si legge in una nota congiunta – prevede la realizzazione di accumulatori, “l’assemblaggio di sistemi per applicazioni di accumulo stazionario e per la mobilità elettrica industriale e commerciale e, in prospettiva, ulteriori attività, tra cui quelle di riciclo e recupero dei materiali e di produzione della materia attiva catodica”.

In arrivo gigafactory da 8 GWh

FIB si impegnerà soprattutto nelle attività a Teverola, in provincia di Caserta, dove è già in funzione la fabbrica di batterie LFP. Eni, dal canto suo, completerà una linea di assemblaggio di sistemi di accumulo (BESS) a Brindisi entro la prima metà del 2027. Nel 2029 nascerà invece una seconda gigafactory da oltre 8 GWh all’anno.

L’operazione include l’acquisizione, da parte di Eni, di una “partecipazione del 30% nel capitale di una società neo-costituita da FIB, di cui quest’ultima manterrà il 70%”. Il prezzo è pari a 55 milioni di euro, più “eventuali meccanismi di aggiustamento”.

I commenti

Secondo Umberto Carrara, amministratore delegato di Eni, l’accordo “aggiunge un altro tassello per il completamento della filiera che dai materiali critici arriva alla produzione degli accumuli di energia, valorizzando tecnologie innovative e partnership industriali di lungo termine”.

“Finalmente – aggiunge Vittorio Civitillo, omologo di Seri – l’Italia realizza un’operazione di sistema capace di garantire una presenza solida e autorevole in un settore strategico, in una fase cruciale della transizione energetica”.

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