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Dopo la Cina, Xiaomi vuole conquistare l’Europa: ecco come
Il colosso tecnologico ha già aperto un centro R&D e assunto grandi nomi per adattare le auto elettriche agli automobilisti europei

Foto di: Kevin Williams/InsideEVs

Di: Kevin Williams
Tradotto da: Riccardo Ciriaco
5 mag alle 13:00
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Alcune delle auto elettriche più vendute in Cina appartengono a un marchio che, fino a pochi anni fa, non produceva nemmeno veicoli: Xiaomi. Il colosso dell’elettronica è entrato nel settore nel 2021 con risultati immediati. Dopo aver conquistato il mercato interno, l’azienda guarda ora all’Europa, supportata da un centro di ricerca e sviluppo in cui lavorano ingegneri ex BMW.
Nonostante il mercato cinese sia molto competitivo, le auto Xiaomi sono subito riuscite a distinguersi. Il marchio ha sottratto quote significative a concorrenti come BYD e Tesla, consegnando oltre 600.000 vetture in due anni. Il portafoglio ordini è rimasto solido fin dal lancio della berlina SU7 e del crossover YU7. Un risultato ancora più notevole se si considera che l’azienda ha già raggiunto la redditività, traguardo che molti produttori di veicoli elettrici — in Cina e non solo — faticano a ottenere.
Ma la crescita interna sta rallentando: il mercato locale dell’elettrico mostra segnali di saturazione e anche per Xiaomi il portafoglio ordini inizia a ridursi. Come altri costruttori cinesi, l’azienda punta sempre più ai mercati esteri per sostenere la prossima fase di espansione.
Già a settembre, la Casa ha annunciato l’apertura di un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera. Durante il recente Salone dell’Auto di Pechino di aprile, il gruppo ha presentato alcuni dei principali dirigenti coinvolti nel progetto. Questi esperti ingegneri hanno già contribuito allo sviluppo di un nuovo modello in arrivo: la YU7 GT, versione sportiva del crossover.

Foto di: Xiaomi
Parola d’ordine: adattamento
Tra i nomi di spicco figurano Rudolf Dittrich, con 15 anni di esperienza in BMW e coinvolto in progetti come la BMW M4 GT3, ora a capo del centro, e Claus-Dieter Groll, già impegnato nello sviluppo della BMW iX3, oggi responsabile della dinamica del veicolo. Xiaomi ha inoltre reclutato tecnici provenienti da marchi prestigiosi come Porsche e Lamborghini, oltre a nuovi professionisti per le attività di comunicazione e vendita specificamente dedicate al mercato europeo.
Tutto ciò dimostra quanto Xiaomi sia determinata ad adattare i modelli ai gusti internazionali. Le auto cinesi sono spesso associate a un assetto morbido, poco adatto ai mercati dove si richiedono maggiori precisione e dinamismo alla guida. La possibilità di personalizzare i prodotti per nuovi clienti rappresenta un vantaggio competitivo, soprattutto rispetto a veicoli importati senza adattamenti specifici per l’Europa.
Secondo diversi tecnici del centro R&D, alcune modifiche di “localizzazione” potrebbero richiedere interventi minimi. Essendo fortemente basata sul software — dallo sterzo elettrico alle sospensioni pneumatiche — la piattaforma della SU7 permette di apportare cambiamenti anche tramite semplici aggiornamenti digitali.
Xiaomi ha comunque ribadito con chiarezza la propria ambizione: posizionarsi come marchio premium, non come alternativa economica. L’ingresso in Europa, previsto entro il 2027, passerà dalla capacità di offrire subito un’esperienza di guida e di utilizzo all’altezza delle aspettative del pubblico europeo.
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