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Senza incentivi l'auto elettrica fa fatica: il caso USA

Nel primo trimestre del 2026 le vendite di vetture a batteria sono calate del 28%. È l'effetto Trump che ha tolto bonus e detrazioni

Tesla Model X 2026

Foto di: Tesla

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

30 mar alle 17:00

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Non è chiaro quanto gli incentivi siano ancora necessari all’auto elettrica. Però è fuor di dubbio che incidono sulle vendite in modo ancora rilevante. Insomma, più una vettura a batteria è conveniente da acquistare, più ha successo: è fisiologico. Lo dimostra quello che sta accadendo negli Stati Uniti, dove la fine (o la riduzione) di alcuni programmi di sostegno ha avuto un effetto immediato sulle vendite. E anche piuttosto evidente.

Secondo gli ultimi dati, infatti, le immatricolazioni di auto elettriche negli USA hanno subito un calo significativo nel primo trimestre del 2026, proprio in concomitanza con il ridimensionamento dei crediti fiscali federali e con regole più stringenti sui modelli che possono beneficiare delle agevolazioni.

Un 2026 partito male

Il riferimento, in particolare, è al credito d’imposta fino a 7.500 dollari previsto dall’Inflation Reduction Act voluto dall'amministrazione Biden, che però negli ultimi mesi è diventato accessibile a un numero più limitato di veicoli a causa dei vincoli su produzione locale e provenienza delle batterie. A questo si aggiunge il venir meno di alcuni incentivi statali e promozioni legate al leasing.

Trasmissione prototipo Rivian R2 2026

La Rivian R2 impegnata nei test di sviluppo

Foto di: Rivian

Guardando ai numeri, con le nuove regole firmate da Donald Trump, nel periodo gennaio-marzo 2026, rispetto allo stesso trimestre del 2025, si è registrata una flessione del 28% su base annua. Un segnale chiaro: la domanda c’è, ma è ancora fortemente sensibile al prezzo. Senza aiuti pubblici, molti acquirenti tornano a guardare ibride o modelli termici, soprattutto nelle fasce di mercato più accessibili. Non a caso, nel 2025 circa il 70% delle auto elettriche vendute negli Stati Uniti beneficiava in qualche forma di incentivo, diretto o indiretto.

La transazione non si ferma

Il punto è che il mercato americano, più di quello europeo, si regge su un equilibrio delicato tra incentivi federali e statali, leasing agevolati e credito d’imposta. Quando uno di questi elementi viene meno o cambia le regole del gioco (come nel caso delle nuove restrizioni sui modelli idonei entrate in vigore tra fine 2025 e inizio 2026), l’effetto si vede subito nelle concessionarie. E non è solo una questione di prezzo finale, ma anche di percezione: se l’elettrico smette di essere “conveniente”, perde uno dei suoi principali argomenti di vendita.

Lucid Gravity, colpo di guida dalla parte anteriore

Tra le auto prodotte negli USA c'è anche la Lucid Gravity

Foto di: Lucid Motors

Questo non significa che la transizione si stia fermando. Piuttosto, emerge con ancora più forza una verità che l’industria conosce bene: senza economie di scala e senza un abbattimento strutturale dei costi, l’auto elettrica fatica a camminare da sola. Gli incentivi, in questo senso, non sono solo uno stimolo temporaneo, ma una stampella ancora necessaria per sostenere la crescita del mercato. Lo si vede bene anche in Italia, dove forse più che in altri Paesi servirebbero politiche di lungo periodo e non iniziative spot.

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