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Nuovo car sharing a Milano: elettriche gratis fino al 2030

Milano pubblica il nuovo bando per il car sharing free floating: più auto elettriche, periferie coperte e servizio attivo fino al 2030

Car sharing
Foto di: Shutterstock

Milano riscrive le regole del car sharing e prova a dare una scossa a un settore che negli ultimi anni ha perso pezzi importanti. Il Comune ha pubblicato il nuovo bando per il servizio free floating, con autorizzazioni valide fino al 30 novembre 2030.

L’obiettivo è chiaro: meno emissioni, più copertura del territorio e standard di servizio più severi. La novità più evidente riguarda le auto elettriche, che diventano le vere protagoniste del nuovo modello.

Le elettriche non pagano il canone

Il Comune ha deciso di premiare in modo molto concreto le flotte a basse emissioni. I veicoli completamente elettrici, quelli con emissioni inferiori a 20 g/km di CO₂ e i mezzi attrezzati per il trasporto di persone con disabilità saranno esentati dal canone mensile.

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Un esempio di car sharing elettrico

Per le auto più inquinanti, invece, il costo aumenterà progressivamente fino a 200 euro al mese per i veicoli con emissioni superiori a 121 g/km.

Il car sharing esce dal centro

Un altro punto chiave del bando è l’estensione del servizio verso le periferie e i Comuni della prima cintura. Negli ultimi anni il car sharing milanese è stato usato meno per il classico “ultimo miglio” e più come alternativa all’auto privata, con viaggi mediamente più lunghi.

Per questo il Comune di Milano vuole una presenza più capillare, anche attraverso stalli in aree private e una maggiore integrazione con il trasporto pubblico.

Più obblighi per gli operatori

Le nuove regole alzano anche l’asticella della qualità del servizio. Gli operatori dovranno garantire disponibilità 24 ore su 24, tempi certi per la gestione delle segnalazioni e la rimozione rapida dei veicoli in caso di problemi. Sono previste penali per chi non rispetterà gli standard richiesti.

Il sistema dovrà inoltre integrarsi con le piattaforme Mobility as a Service (MaaS) e con i sistemi digitali di monitoraggio del Comune.

Un settore da ricostruire

La riforma arriva in un momento delicato: nel 2026 hanno cessato l’attività tre dei quattro operatori presenti in città. Palazzo Marino punta quindi non solo a rendere il car sharing più sostenibile, ma anche a ricostruire un mercato più stabile e più utile a chi vuole davvero rinunciare all’auto privata.