Perché la smart #2 anticipa la forfour elettrica (nome #4?)
La piattaforma flessibile su cui nasce l'erede della microcar elettrica tedesca potrebbe dar vita a un modello a quattro posti
La prossima smart #2 sarà una vera smart, nel senso migliore del termine. Perché, come l'originale, concentrerà tecnologie raffinate in dimensioni ultracompatte e beneficerà delle ultime evoluzioni dell'elettrico per offrire un'autonomia elevata a un prezzo ancora più concorrenziale (non ufficializzato, ma nell'ordine dei 20.000 euro).
Ma le novità emerse dalle varie anteprime, tra Pechino e Roma, non finiscono qui e svelano altri retroscena del nuovo modello. Il più succoso riguarda la flessibilità della piattaforma ECA su cui nasce la due-posti, che sarebbe abbastanza versatile da dare vita a un'intera famiglia di modelli.
Insomma, dopo l'apparente 2all-in sui SUV che ha dato i natali ad #1, #3, #5, pare che smart sia pronta a completare la serie con le #2 e #4, che tornerebbero a indicare, come in passato, con fortwo e forfour, il numero dei posti.
smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
La piattaforma ECA
Il colosso Geely, partner di Mercedes che detiene il 50% di smart e tecnologia e capacità produttiva, è famoso per le sue versatili piattaforme elettriche della famiglia SEA che, declinate in varie versioni, ospitano un'incredibile quantità di modelli.
Per la piccola smart, tuttavia, è stato fatto un ulteriore sforzo ingegneristico sviluppandone una totalmente nuova chiamata ECA, o Electric Compact Architecture, che a dispetto della destinazione d'uso non sembra puntare sulla massima economia e semplicità. Flessibile e scalabile, consente infatti di sviluppare modelli con un passo che parte da un minimo di 1.875 mm fino a oltre 2.500 mm (che era appunto l'interasse della forfour).
La piattaforma ECA della smart #2
L'aspetto che colpisce di più è infatti quello telaistico, che mette in campo addirittura un retrotreno a ruote indipendenti (soluzione scelta anche da Renault per le R5 ed R4) con cinque bracci. Una soluzione raffinata che assicura confort e prestazioni, dando un'idea di dove voglia arrivare Geely. Annuncia un diametro di sterzata inferiore ai 7 metri. Coerente con la tradizione è anche la sovrastruttura, che propone una nuova interpretazione della cellula di sicurezza Tridion.
A questo si aggiungono, nel caso specifico della #2, una batteria da 35,7 kWh, piuttosto generosa in rapporto alle misure, che dovrebbe consentire un'autonomia superiore ai 200 km, e un sistema di ricarica veloce che riporta la riserva dallo 0% all'80% della sua capacità massima in 20 minuti. E sì, è un bel passo avanti rispetto alla EQ fortwo, che aveva a disposizione meno della metà dei kWh (intorno ai 18) per un'autonomia di 100-130 km e che si poteva ricaricare soltanto in corrente alternata.
Fotogallery: smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
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