BYD, 7 brevetti sulle batterie solide: cosa cambia dal 2027
Le nuove celle promettono più energia e sicurezza, ma la produzione di massa resta ancora lontana
BYD continua a investire nelle batterie allo stato solido (Solid State Battery, SSB), una tecnologia considerata tra le più promettenti per il futuro della mobilità elettrica. Dopo un primo brevetto depositato a fine luglio presso l’ente cinese per la proprietà intellettuale, l’azienda ha pubblicato altri 6 brevetti dedicati alla stessa area di ricerca.
Così vuole superare uno dei principali ostacoli delle batterie solide: garantire un contatto stabile tra elettrodi ed elettroliti solidi durante migliaia di cicli di ricarica. Per farlo, il gruppo sta sviluppando una soluzione basata su un catodo con doppio elettrolita, che combina materiali a base di alogenuri e solfuri al posto degli elettroliti liquidi utilizzati oggi nelle batterie tradizionali agli ioni di litio.
BYD lavora su nuovi materiali per aumentare durata e sicurezza
I brevetti più recenti riguardano soprattutto la composizione chimica delle celle e la struttura interna degli elettrodi. Uno dei sistemi studiati prevede l’utilizzo di uno strato intermedio capace di separare due diversi tipi di elettrolita solido, evitando reazioni indesiderate e migliorando la durata della batteria nel tempo.
Altri progetti puntano invece su una struttura del catodo composta da più livelli. BYD sta studiando una combinazione tra materiali monocristallini e policristallini: i primi sono più resistenti alle fratture causate dai continui cicli di carica e scarica, mentre i secondi permettono una maggiore velocità di trasferimento degli ioni grazie alla loro superficie più ampia. L’idea è sfruttare i vantaggi di entrambi riducendone i difetti.
Un ulteriore brevetto descrive invece una miscela di ossidi metallici e solfuri metallici trattati con litio. Secondo BYD, questa soluzione potrebbe diminuire la resistenza nel passaggio degli ioni tra materiali solidi, migliorando contemporaneamente capacità, velocità di ricarica e durata della batteria.
La produzione sperimentale potrebbe partire nel 2027
Oltre agli aspetti legati alla chimica dei materiali, alcuni brevetti mostrano che BYD sta già affrontando anche problemi più vicini alla produzione industriale. Uno dei documenti descrive un sistema basato su agenti bagnanti a base di liquidi ionici, distribuiti in modo controllato all’interno dell’elettrodo per migliorare il contatto tra particelle solide.
Un altro brevetto introduce invece un parametro chiamato "Re", che misura quanto della superficie delle particelle del catodo entra effettivamente in contatto con l’elettrolita. Secondo BYD, mantenere almeno il 60% del perimetro delle particelle a contatto con l’elettrolita potrebbe migliorare prestazioni e durata della batteria.
La Casa cinese starebbe puntando ad avviare una produzione su piccola scala delle prime celle allo stato solido con doppio elettrolita nel 2027, utilizzandole inizialmente su veicoli laboratorio camuffati per effettuare i test. Tuttavia, il passaggio alla produzione di massa resta complesso. Anche altri grandi produttori, come CATL, hanno sottolineato che le batterie solide richiedono ancora diversi anni di sviluppo prima di poter arrivare sulle auto elettriche destinate al grande pubblico.
Il motivo, lo ricordiamo, è legato alle difficoltà ingegneristiche e industriali: le batterie allo stato solido promettono maggiore densità energetica, tempi di ricarica più rapidi e una sicurezza superiore grazie alla riduzione del rischio di surriscaldamento. In futuro potrebbero permettere autonomie molto più elevate rispetto alle attuali, con valori teorici anche superiori a 1.500 km. Prima di arrivare sulle strade, però, sarà necessario rendere questa tecnologia affidabile, economica e soprattutto producibile su larga scala.
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