Nonostante il periodo, tra il 2004 e il 2018, secondo Eurostat, la porzione di energia prodotta da FER è raddoppiata

La pandemia e i conseguenti lockdown hanno colpito duramente l'Europa, mettendo in crisi interi settori economici. Un comparto che sicuramente uscirà profondamente mutato da tutto quello che è accaduto è quello dell’energia.

La minor circolazione di beni, merci e persone, la chiusura di numerose industrie e il calo generale della produzione hanno causato in tutto il mondo una drastica riduzione dei consumi energetici. In questo contesto, però, le fonti rinnovabili hanno trovato terreno fertile per continuare a crescere.

Un definitivo sorpasso

In realtà, il mercato europeo delle fonti rinnovabili è già in fermento da anni, grazie a una serie di politiche fortemente orientate alla transizione energetica. Tra il 2004 e il 2018, stando alle ultime statistiche di Eurostat, la porzione di energia prodotta da FER è raddoppiata, passando dal 9,6% al 18,9% del totale.

Tuttavia, nel primo semestre del 2020 si è registrato un momento storico per il mercato energetico: complici le restrizioni per il Covid-19 le fonti rinnovabili hanno segnato un record assoluto, superando i combustibili fossili e arrivando a coprire il 40% del fabbisogno interno (secondo i dati del think tank ambientalista Ember).

Anche nel nostro Paese c’è stato il sorpasso: stando all’analisi periodica del sistema energetico italiano condotta da Enea, nel secondo trimestre del 2020 l’energia prodotta grazie alle rinnovabili ha superato il 50% del totale.

Sempre più rinnovabili

La crescita, però, si è affermata a livello globale: nell’arco dell’anno, a dispetto di un calo complessivo della domanda di energia del 5% e nonostante il rallentamento negli investimenti e nell’installazione di nuovi impianti dovuti alle restrizioni vigenti, le rinnovabili usate per produrre elettricità hanno marcato una crescita del 7%.

• Domanda complessiva di energia: -5%

• Energia proveniente da fonti rinnovabili: +7%

Fonti rinnovabili: eolico e solare

L’Europa è leader in questo processo. Lo confermano, tra le altre, le parole di Scott Clark, vicepresidente di Michelin, che afferma che “le questioni ambientali sono al centro delle nostre priorità strategiche. Per ridurre più rapidamente la nostra impronta ecologica, ci siamo impegnati a diminuire le emissioni di CO2 di tutti i nostri impianti di produzione del 50% entro il 2030 rispetto al 2010, con l'obiettivo finale di raggiungere la neutralità dell’impronta di carbonio entro il 2050”.

“Un contributo al raggiungimento di questo obiettivo deriva inoltre dall’impegno del gruppo nello sviluppo di soluzioni per utilizzare materiali riciclati o rinnovabili per la fabbricazione dei pneumatici e, contestualmente, al continuo miglioramento delle loro prestazioni”, continua Clark, che spiega come il nuovo pneumatico ePrimacy abbia già centrato l’obiettivo, “essendo stato progettato per essere a impatto zero dall'estrazione delle materie prime al trasporto al cliente”.

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Oltre il 50% nel 2025

La IEA, l’agenzia internazionale dell’energia, sostiene che il vero boom deve ancora venire: con la fine delle limitazioni, nel 2021 molti Paesi realizzeranno le opere già previste per lo scorso anno in aggiunta a quelle in programma per i mesi a venire, aumentando considerevolmente la capacità di produzione basata su queste fonti, che ormai è palesemente riduttivo definire “alternative”.

Le previsioni indicano che le rinnovabili potrebbero arrivare a generare più del 50% della produzione totale di energia già nel 2025. Merito di uno sforzo comune del comparto industriale europeo che nel solco delle indicazioni dell’UE sta spingendo per diventare carbon neutral entro il 2050.

Solare in forte crescita

Stando ai dati disponibili più recenti, riferiti al 2019, a livello europeo il settore più in crescita è quello dell’energia solare: nel 2008 garantiva appena 7,4 TWh, ovvero l’1% dell’insieme dell’energie rinnovabili; questa percentuale è aumentata fino al 13%.

Il primato, per il momento, spetta ad altri. Le fonti rinnovabili maggiormente sfruttate nel Vecchio Continente sono infatti acqua e vento: l’energia idroelettrica e quella eolica coprono i due terzi della produzione da rinnovabili, rappresentando ciascuna il 35% del totale. Il restante 17% viene diviso invece tra biocombustibili solidi, geotermico e altre fonti minori.

• Idroelettrico: 35%

• Eolico: 35%

• Solare: 13%

• Altro: 17%

Ue carbon neutral nel 2050

Nonostante gli importanti traguardi raggiunti nel 2020, la strada da percorrere è però ancora lunga:

con il lancio del Green Deal europeo, l’Unione si è posta l’ambizioso obiettivo di diventare il primo Continente a raggiungere la neutralità climatica, fissata per il 2050.

Per centrare questo obiettivo l’Ue ha posto tappe serrate, con la riduzione del 55% delle emissioni di CO2 già nel 2030. Per raggiungere i target sarà imprescindibile accompagnare la transizione energetica da fonti fossili a rinnovabili con politiche atte a ridurre le emissioni di gas serra, di residui inquinanti e nocivi, e in generale volte a diminuire l’impatto del genere umano sul nostro ecosistema.