Incentivi moto e scooter elettrici, le proposte di Ancma
Dopo Eicma l'associazione avanza tre idee a sostegno delle due ruote a basso impatto ambientale
L'edizione 2019 di EICMA si è appena conclusa ma l'attenzione verso il mondo delle due ruote non è affatto calata, anzi. Anche in questo settore, oltretutto, i riflettori sono sempre più puntati sulle soluzioni di mobilità sostenibile e si chiedono agevolazioni e incentivi per cicli e motocicli a trazione elettrica. Proprio come accade per le auto.
Le proposte avanzate alla politica
Nei giorni in cui viene faticosamente definita la Manovra finanziaria, l’associazione ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) avanza tre proposte per il settore attraverso il commissario Giannetto Marchettini.
In particolare, si chiede di rinnovare gli incentivi all’acquisto di ciclomotori e motocicli elettrici con la previsione anche di un contributo da elargire senza rottamazione; di introdurre un voucher per supportare le aziende italiane nella lotta alla contraffazione sia di marchio sia di prodotto; di fare marcia indietro sull'ipotesi di tassazione delle auto aziendali che potrebbe colpire negativamente anche il settore delle due ruote.
Un settore in crescita
ANCMA, attraverso Marchettini, sostiene l’utilità di compiere sforzi economici verso il settore. Cicli e motocicli, infatti, in controtendenza rispetto al contesto italiano, stanno facendo registrare buoni dati di crescita.
Gli incentivi già attivi
In realtà, come per le auto, il Governo nel 2019 ha stanziato un fondo da 10 milioni di euro da dedicare agli incentivi per veicoli a due ruote. Ma fino all'estate, questo fondo è rimasto praticamente intatto. La procedura per accedere alle agevolazioni (con un contributo statale pari al 30% del costo di acquisto, fino ad un massimo di 3.000 euro) richiedeva prima di tutto la rottamazione di un motorino di pari categoria omologato come Euro 0, Euro 1 o Euro 2.
Il problema della rottamazione
Proprio la rottamazione "obbligatoria" ha rappresentato uno scoglio spesso insormontabile per accedere agli Ecobonus. Perché tutti i ciclomotori e motocicli con targa vecchia, quella piccola con soli 5 caratteri, non avevano riportati sul libretto i dati della classe di omologazione (o meglio, non li indicavano come richiesto) e non erano riconosciuti dal sistema informatico attraverso il quale si avanzava la richiesta di incentivo. Le pratiche, quindi, sono restate bloccate dei mesi per oltre un milione di motorini.
Qualche passo avanti
Fortunatamente la situazione di impasse nella quale ci si è trovati per mesi, a partire da luglio si è progressivamente sbloccata. Principalmente per due motivi, il primo riguarda il superamento dei limiti di potenza di 11 kW inizialmente imposto. Il secondo l'allargamento ad altre categorie di veicoli: motocicli, ciclomotori, tricicli, microcar e scooter. I problemi, però, non sono finiti. L'iniziativa dell'Ecobonus per le 2 ruote, infatti, scade a fine anno. Per ora, per il 2020, con il cosiddetto Decreto legge clima sono stati confermati 500 euro di contributo alla rottamazione di ciclomotori due tempi Euro 2 o Euro 3. Per il resto si deve attendere la "finanziaria".
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